"Di essi è il Regno dei cieli"

San Gregorio Magno (ca 540-604), papa, dottore della Chiesa - Omelie sui vangeli, 14; PL 76,1129

novembre 01 , 2017
Gesù dice nel vangelo: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna” (Gv 10,27). Di esse aveva detto poco prima: “Se uno entra attraverso di me sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Gv 10,9). Entrerà cioè nella fede, uscirà dalla fede alla visione, dall’atto del credere alla contemplazione, e troverà i pascoli, nel banchetto eterno. Le sue pecore troveranno i pascoli, perché chiunque lo segue con cuore semplice viene nutrito con un alimento eternamente fresco. Quali sono i pascoli di queste pecore, se non gli intimi gaudi del paradiso, che è eterna primavera? Pascolo degli eletti è la presenza del volto di Dio, e mentre lo si contempla senza paura di perderlo, l’anima si sazia senza fine del cibo della vita. In questi pascoli, coloro che sono sfuggiti dalle reti dei desideri di questo mondo sono sazi eternamente. Là, canta il coro degli angeli, là sono riuniti gli abitanti dei cieli. Là, una dolcissima festa attende coloro che tornano, dopo aver faticato in un triste soggiorno all’estero. Là si trova il coro dei profeti dagli occhi penetranti, i dodici apostoli giudici, la schiera vittoriosa degli innumerevoli martiri, tanto più gioiosi quanto più duramente sono stati afflitti quaggiù. In quel luogo, la costanza dei confessori della fede viene consolata col ricevere la sua ricompensa. Là si trovano gli uomini fedeli, la cui forza d’animo non è stata infiacchita dai piaceri di questo mondo, le pie donne che hanno vinto ogni fragilità insieme a questo mondo; là sono i bambini che, con il modo di vivere, si sono elevati al di sopra degli anni, gli anziani che non sono stati resi deboli dall’età né sono stati abbandonati dalla forza per operare. Cerchiamo quindi, fratelli carissimi questi pascoli, nei quali possiamo gioire in compagnia di tanti concittadini.    

San Michele Arcangelo in Sivizzano

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Le notizie attorno alla chiesa di Sivizzano sono scarsissime, tuttavia la sua dedicazione a San Michele, santo sovente ricordato nelle prime consacrazioni longobarde, indurrebbe a supporre un’epoca di origine molto antica. Della sua presenza però si viene a conoscenza solamente attraverso le decime del 1230. Nel Capitulum Decimarum, all’interno del pievato di san Martino di Traversetolo, si trascrive Capelle de Sivizzano. Stranamente, nel...

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