"Dio creò l'uomo a sua immagine, maschio e femmina li creò" (Gen 1,27)

Beato Paolo VI, papa dal 1963 al 1978 - Humanae vitae, 8-9

giugno 15 , 2018
L'amore coniugale rivela massimamente la sua vera natura e nobiltà quando è considerato nella sua sorgente suprema, Dio, che è Amore... Il matrimonio non è quindi effetto del caso o prodotto della evoluzione di inconsce forze naturali: è stato sapientemente e provvidenzialmente istituito da Dio creatore per realizzare nell'umanità il suo disegno di amore. Per mezzo della reciproca donazione personale... gli sposi tendono alla comunione delle loro persone, con la quale si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite. Per i battezzati, poi, il matrimonio riveste la dignità di segno sacramentale della grazia, in quanto rappresenta l'unione di Cristo e della Chiesa (Ef 5,32). In questa luce appaiono chiaramente le note e le esigenze caratteristiche dell'amore coniugale... È prima di tutto amore pienamente umano, vale a dire sensibile e spirituale. Non è quindi semplice trasporto di istinto e di sentimento, ma anche e principalmente è atto della volontà libera, destinato non solo a mantenersi, ma anche ad accrescersi mediante le gioie e i dolori della vita quotidiana; così che gli sposi diventino un cuor solo e un'anima sola, e raggiungano insieme la loro perfezione umana. È poi amore totale, vale a dire una forma tutta speciale di amicizia personale, in cui gli sposi generosamente condividono ogni cosa, senza indebite riserve o calcoli egoistici. Chi ama davvero il proprio consorte, non lo ama soltanto per quanto riceve da lui, ma per se stesso, lieto di poterlo arricchire del dono di sé. È ancora amore fedele ed esclusivo fino alla morte. Così infatti lo concepiscono lo sposo e la sposa nel giorno in cui assumono liberamente e in piena consapevolezza l'impegno del vincolo matrimoniale... È infine amore fecondo, che non si esaurisce tutto nella comunione dei coniugi, ma è destinato a continuarsi, suscitando nuove vite.     

\"Gesù venne loro incontro\"...

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Molta gente crede nella risurrezione di Cristo, ma pochi ne hanno avuto la chiara visione. E come allora coloro che non l’hanno vista possono adorare Cristo Gesù come Santo e come Signore? Sta scritto infatti: “Nessuno può dire “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo” (1 Cor 12,3), e anche: “Dio è spirito, e quelli cho lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,24)......

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