"Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (Gv 3,16)

Beato Columba Marmion (1858-1923), abate - Lo spirito di abbandono

aprile 14 , 2021
Sono infinite le meraviglie e le manifestazioni dell'amore di Dio. L'amore divino risplende non solo nel fatto della nostra adozione, ma nell'ammirabile via scelta da Dio per realizzarla in noi. Dio ci ama di amore infinito, di amore paterno; ma ci ama nel Figlio. Per farci suoi figli, Dio ci dà suo Figlio Cristo Gesù: è quello il dono supremo dell'amore. "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (Gv 3,16). E perché ce lo dà? Perché sia la nostra sapienza, santificazione, redenzione, giustizia; la nostra luce e la nostra via; il nostro cibo e la nostra vita: in una parola perché serva da mediatore fra lui e noi. Cristo Gesù, Verbo incarnato, colma l'abisso che separava l'uomo da Dio. E' nel suo Figlio e per mezzo di suo Figlio che Dio diffonde dal cielo sulle nostre anime tutte le benedizioni divine della grazia che ci fanno vivere da figli degni del Padre celeste (cf. Ef 1,3). Tutte le grazie ci vengono per mezzo di Gesù; è per lui che ogni bene viene dal cielo; Dio ci ama nella misura in cui amiamo suo Figlio Gesù e crediamo in lui. Nostro Signore stesso ci dice questa parola consolante: "Il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio" (Gv 16,27). Quando il Padre vede un'anima piena d'amore per suo Figlio, la colma delle più grandi benedizioni.     

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