Domenica della Passione del Signore - Anno C

Stare dalla parte di Gesù - Omelia di Don Giancarlo

aprile 14 , 2019

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: «Veramente quest'uomo era giusto».

Don Tonino Bello ci ha fatto il dono di metterci di fronte a molti dei drammi umani, anche attraverso la profondità della sua parola scritta, una parola scaturita anzitutto dalla contemplazione del Crocifisso e dei crocifissi della storia di tutti i tempi. In questa Settimana Santa pensiamo ad una delle sue riflessioni. Parole magari già lette o ascoltate in altri tempi, ma che conservano la freschezza e la forza dell’integrità di questo grande Ministro di Dio e che ancora oggi continua a risuonare per quanti la vogliano ascoltare.

Il tempo del dolore…

“Non sfugge a nessuno che stiamo vivendo giorni quali ci sembrava di non dover vivere mai. Perfino ad attardarsi sulla rievocazione delle violenze si ha l’impressione di essere stancamente ripetitivi. La situazione internazionale, gli eccidi, gli spettacoli della fame ci sfilano davanti agli occhi come grondaie inconsumabili, e si ha la tentazione di pensare a situazioni senza sbocco. La nostra coscienza morale esce schiacciata da questa temperie di dolore. È il tempo del torchio. Il nostro animo si gonfia di turbamento. Siamo presi dallo sconforto…”. “Se è vero che ogni cristiano deve accogliere la sua croce, ma deve anche schiodare tutti coloro che vi sono appesi, noi oggi siamo chiamati a un compito dalla portata storica senza precedenti: «Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi» (Is 58,6). Pertanto, non solo dobbiamo lasciare il «belvedere» delle nostre contemplazioni panoramiche e correre in aiuto del fratello che geme sotto la sua croce personale, ma dobbiamo anche individuare, con coraggio e intelligenza, le botteghe dove si fabbricano le croci collettive”.

« Una donna, di nome Marta, lo accolse...

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Marta e Maria erano due sorelle, vicine non solo riguardo alla nascita ma anche alla loro pietà; tutt'e due erano legate da grande affetto al Signore, tutt'e due servivano il Signore, presente col suo corpo, in perfetto accordo di sentimenti. Marta lo accolse come si è soliti accogliere i pellegrini, e tuttavia accolse il Signore come una serva, come un'inferma il Salvatore, come una creatura il suo Creatore ... Il Signore infatti volle prendere la natura di...

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