"E' bello per noi stare qui"

San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa - Discorso per la seconda domenica di quaresima, 20 febbraio 1622

marzo 13 , 2022
Gli apostoli videro allora il volto del Signore più brillante e raggiante del sole, e questo splendore, questa gloria, si estese anche alle sue vesti per mostrarci che non ne era così privo da non condividerlo con le sue stesse vesti e con ciò che lo circondava. Ci ha mostrato un piccolo assaggio della felicità eterna e una goccia di quell'oceano e di quel mare di beatitudine incomparabile per farcela desiderare intera; tanto che il buon San Pietro, che parlava per tutti, come se dovesse essere il loro capo, esclamò con gioia e consolazione: "O quanto è bello essere qui!" Ho visto, voleva dire, molte cose, ma non c'è nulla di così desiderabile come essere in questo luogo. I tre discepoli videro anche Mosè ed Elia, che non avevano mai visto prima, ma che riconobbero molto bene (...). Entrambi stavano parlando con il nostro divino Maestro della sua partenza, che doveva avvenire a Gerusalemme (Lc 9,31), una partenza che non è altro che la morte che doveva soffrire per amore; poi improvvisamente, dopo questa conversazione, gli Apostoli udirono la voce dell'eterno Padre che diceva: "Questo è il mio Figlio diletto, ascoltatelo. Noto innanzitutto che nella beatitudine eterna ci conosceremo tutti, poiché in questo piccolo esempio che il Salvatore ha dato ai suoi Apostoli ha voluto che riconoscessero Mosè ed Elia che non avevano mai visto. Se è così, o Dio, quale soddisfazione riceveremo quando vedremo coloro che abbiamo amato così tanto in questa vita! (...) Le amicizie che sono state buone in questa vita continueranno eternamente nella prossima. Ameremo alcune persone in particolare, ma queste amicizie particolari non daranno luogo a parzialità, perché tutti i nostri affetti prenderanno forza dalla carità di Dio, che, guidandoli tutti, ci farà amare ciascuno dei beati con quell'amore eterno con cui saremo stati amati dalla Maestà divina. (...) Ma nella Gerusalemme celeste, di cosa parleremo? (...) Delle misericordie che il Signore ha fatto per noi quaggiù, con le quali ci ha permesso di entrare nel godimento di una tale felicità che essa sola ci basta. Dico solo, perché in questa parola di felicità sono inclusi tutti i tipi di beni, che però sono un solo bene, godere di Dio nella felicità eterna.     

San Nicolò in Cazzola

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Le origini medioevali della chiesa di Cazzola sono ancora visibili nella struttura architettonica della parte absidale esterna, a conci regolari e con archetti ciechi a decoro della fascia terminale. Le prime testimonianze inerenti la presenza di un edificio sacro risalgono al 1230. La chiesa è infatti  ricordata tra le cappelle del pievato di Traversetolo nel Capitulum Decimarum Omnium Ecclesiarum del 1230. Ancora nelle decime del 1299 viene...

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