Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco

III Domenica di Avvento

dicembre 12 , 2021

Il sentimento di essere orfani che sperimentano oggi molti bambini e giovani è più profondo di quanto pensiamo. Oggi riconosciamo come pienamente legittimo, e anche auspicabile, che le donne vogliano studiare, lavorare, sviluppare le proprie capacità e avere obiettivi personali. Ma nello stesso tempo non possiamo ignorare la necessità che hanno i bambini della presenza materna, specialmente nei primi mesi di vita. La realtà è che «la donna sta davanti all’uomo come madre, soggetto della nuova vita umana che in essa è concepita e si sviluppa, e da essa nasce al mondo». Il diminuire della presenza materna con le sue qualità femminili costituisce un rischio grave per la nostra terra. Apprezzo il femminismo quando non pretende l’uniformità né la negazione della maternità. Perché la grandezza della donna implica tutti i diritti che derivano dalla sua inalienabile dignità umana, ma anche dal suo genio femminile, indispensabile per la società. Le sue capacità specificamente femminili – in particolare la maternità – le conferiscono anche dei doveri, perché il suo essere donna comporta anche una missione peculiare su questa terra, che la società deve proteggere e preservare per il bene di tutti.

(Amoris laetitia, 173)

La Parola del Signore
…è ascoltata

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

è meditata

Che cosa dobbiamo fare? – Questa domanda la sentiamo anche nostra. Chissà quante volte l’abbiamo ripetuta durante la giornata: di fronte a decisioni piccole o grandi, a faccende pratiche e dissidi interiori.Il Vangelo di oggi la ripete per ben tre volte pronunciata dalle differenti categorie di persone: le folle, i pubblicani, i soldati, quasi a sottolineare che è la domanda di tutti gli uomini di ogni tempo; è l’interrogativo umano dinanzi all’esistenza stessa. Chi la pone manifesta ilbisogno di discernimento e il desiderio di agire nel giusto, e viene rivolta a chi ha sicuramente la risposta, Giovanni, “ molti si domandavano se non fosse lui in Cristo”. E la risposta di Giovanni Battista è puntuale per ogni categoria , per ogni uomo, ognuno di noi si ritrova; e al tempo stesso quella risposta è una denuncia di atteggiamenti e comportamenti ingiusti. Il mio di più, toglie all’altro; il mio di più in ricchezza, mette l’altro nella miseria; il mio di più in libertà, mette l’altro in schiavitù; il mio di più si rivela un meno nel fratello. L’invito di Giovanni Battista è una conversione a un nuovo stile di vita, a un cambio di mentalità. Questo cambio di mentalità è un invito alla sobrietà.

…è pregata

Signore, aiutami ad accogliere con umiltà il tuo invito e fa’ che mi accontenti della mia tunica senza rimandare quelle scelte che ci chiedi. Amen.

…mi impegna

Oggi compirò un atto di carità volgendo lo sguardo al di fuori della mia famiglia e della mia casa,nel mio quartiere

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