"Entrate per la porta stretta"

San Benedetto (480-547), monaco - Regola, Prologo

giugno 25 , 2019
Quando il Signore cerca il suo operaio tra la folla, insiste dicendo: "C'è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene?" (Sal 34,13). Se a queste parole tu risponderai: "Io!", Dio replicherà: "Preserva la lingua dal male, le labbra da parole bugiarde. Stà lontano dal male e fà il bene, cerca la pace e perseguila" (Sal 34,14-15). (...) Fratelli carissimi, che può esserci di più dolce per noi di questa voce del Signore che ci chiama? Guardate come nella sua misericordiosa bontà ci indica la via della vita! Armati dunque di fede (Ef 6,14) e di opere buone, sotto la guida del Vangelo, incamminiamoci per le sue vie in modo da meritare la visione di lui, che ci ha chiamati nel suo Regno (1 Tes 2,12). Se, però, vogliamo trovare dimora sotto la sua tenda, ossia nel suo Regno, ricordiamoci che è impossibile arrivarci senza correre verso la meta, operando il bene. Ma interroghiamo il Signore, dicendogli con le parole del profeta: "Signore, chi abiterà nella tua tenda e chi dimorerà sul tuo monte santo?" (Sal 15,1). E dopo questa domanda, fratelli, ascoltiamo la risposta con cui il Signore ci indica la via che porta a quella tenda. (...)       Bisogna dunque istituire una scuola del servizio del Signore nella quale ci auguriamo di non prescrivere nulla di duro o di gravoso; ma se, per la correzione dei difetti o per il mantenimento della carità, dovrà introdursi una certa austerità, suggerita da motivi di giustizia, non ti far prendere dallo scoraggiamento al punto di abbandonare la via della salvezza, che in principio è necessariamente stretta e ripida. Mentre invece, man mano che si avanza nella vita monastica e nella fede, si corre per la via dei precetti divini (Sal 119,32) col cuore dilatato dall'indicibile sovranità dell'amore. Così, non allontanandoci mai dagli insegnamenti di Dio e perseverando fino alla morte nel monastero in una fedele adesione alla sua dottrina, partecipiamo con la nostra sofferenza ai patimenti di Cristo (1 Pt 4,13) per meritare di essere associati al suo regno.    

« Pur essendo di natura divina......

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Il Signore Gesù, Salvatore di tutti, “si è fatto tutto a tutti” (1 Cor 9,22), in modo da rivelarsi come il più piccolo tra i piccoli, pur essendo più grande dei grandi. Per salvare un’anima sorpresa in adulterio e accusata dai demoni, si china fino a scrivere col dito per terra (...). Egli è in persona quella santa e sublime scala vista in sonno dal viaggiatore Giacobbe (Gen 28,12), la scala eretta dalla terra verso Dio e tesa da Dio...

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