Gli occhi fissi al fine

San Teodoro Studita (759-826), monaco a Costantinopoli - Catechesi 33

novembre 27 , 2021
Non vivremo per sempre, e tra un po' di tempo, all'ora che Dio ha stabilito, tu ed io lasceremo questa vita. Ma quando partiamo, dobbiamo essere ben forniti di cibo, osservare i comandamenti e compiacere il nostro Signore Gesù Cristo. (...) Sì, sì, vi chiedo, figli miei, tenete duro, andate avanti, lottate per tutto ciò che è veramente bello e virtuoso e "stabilite saldamente le vostre anime con la vostra costanza" (cfr. Lc 21,19), secondo la parola del Signore. Con gli occhi fissi al fine della morte, rinnovatevi ogni giorno e considerate ogni cosa secondaria per l'amore del Signore, conservando voi stessi nella giusta misura, nell'intelligenza e nell'amore spirituale (...), in modo da essere soggetti gli uni agli altri, senza mormorazioni, senza gelosia, senza invidia, senza contesa. Se non ci affrettiamo ad avvicinarci [ai nostri santi padri in cielo], non avremo la possibilità di vederli, di parlare con loro e di stare al loro fianco. E speriamo anche di vedere la Madonna stessa, nostra regina e padrona di tutto, la Madre di Dio, apparire davanti ai nostri occhi e gettarci ai suoi piedi, e - siamo audaci - speriamo di vedere il Maestro di tutte le cose, il nostro stesso Signore; perché il divino Paolo ha detto: "Essendo stati presi sulle nuvole per incontrare il Signore al momento della rigenerazione (cfr. Mt 19,28), saremo sempre con lui (1 Ts 4,17). Quando ci vengono offerte tali glorie, tali gioie, tali vite, chi non salterebbe su, non si lascerebbe sedurre, non si infiammerebbe, non volerebbe verso l'amore di Dio e non compirebbe i suoi doveri?     

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