"I figli sono liberi"

Sant'Ambrogio (ca 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa - Commento al Salmo 48, 14-15; CSEL 64, 368-370

agosto 12 , 2019
Poiché Cristo riconciliò il mondo con Dio, non aveva certo bisogno di una riconciliazione per se stesso. Per quale suo peccato avrebbe dovuto placare Dio, lui che non ne aveva commesso nessuno? Perciò, quando i giudei esigono da lui la tassa per il tempio, richiesta dalla Legge, Gesù dice a Pietro: "Simone, i re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?" Pietro rispose: "Dagli estranei". Gesù riprese: "Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va' al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te".       Cristo ci mostra così che non aveva niente da espiare per peccati personali. Infatti, essendo Figlio di Dio, era libero da ogni colpa. Il figlio era libero, e lo schiavo in stato di peccato. Poiché è libero di tutto, Gesù, il cui sangue poteva pagare largamente la redenzione dei peccati del mondo intero, non paga niente per il riscatto della propria anima. È in grado di liberare gli altri, lui che è senza nessun debito per se stesso.       Dirò anche di più. Non è solo Cristo a non dover pagare niente per la redenzione o l'espiazione di peccati personali. Se consideri ogni uomo credente, puoi dire che nessuno deve pagare per la propria espiazione. Perché Cristo ha espiato per la redenzione di tutti.     

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