"I miei occhi han visto la tua salvezza"

Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense - Discorso 1 per la purificazione della Beata Vergine Maria, 2.3.5; PL 185, 64-65

febbraio 02 , 2019
Ecco, fratelli miei, tra le mani di Simeone, un cero acceso. Anche voi, accendete a questa luce i vostri ceri, cioè le lucerne che il Signore vi chiede di tenere in mano (Lc 12,35). "Guardate a lui e sarete raggianti" (Sal 34,6), in modo da essere anche voi più che portatori di lampada, addirittura delle luci che brillano dentro e fuori, per voi e per il prossimo. Ci sia dunque una lampada nel vostro cuore, nella vostra mano, nella vostra bocca! La lampada nel vostro cuore brilli per voi, la lampada nella vostra mano e nella vostra bocca brilli per il vostro prossimo. La lampada nel vostro cuore è la devozione ispirata dalla fede; la lampada nella vostra mano, l'esempio delle buone opere; la lampada nella vostra bocca, la parola che edifica. Infatti non dobbiamo accontentarci di essere delle luci agli occhi degli uomini grazie ai nostri atti e alle nostre parole, ma dobbiamo anche brillare davanti agli angeli con la nostra preghiera e davanti a Dio con la nostra intenzione. La nostra lampada davanti agli angeli, è la purezza della nostra devozione che ci fa cantare con raccoglimento o pregare con fervore alla loro presenza. La nostra lampada davanti a Dio, è la risoluzione sincera di piacere solo a colui davanti al quale abbiamo trovato grazia... Per accendere tutte queste lampade, lasciatevi illuminare, fratelli miei, avvicinandovi alla fonte della luce, cioè a Gesù che brilla tra le mani di Simeone. Egli vuole, sicuramente, illuminare la vostra fede, far risplendere le vostre opere, ispirarvi parole da dire agli uomini, riempire di fervore la vostra preghiera e purificare la vostra intenzione... E quando si spegnerà la lampada di questa vita... vedrete la luce della vita che non si spegne sorgere e salire la sera con lo splendore di mezzogiorno.    

Buon uso delle tentazioni...

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Come il buon soldato non ha paura di combattere, così il buon cristiano non ha paura della tentazione (...) La più grande tentazione è di non averne affatto! Si potrebbe quasi dire di esser felici di avere tentazioni: è il momento della raccolta spirituale dove raccogliamo per il cielo (...). Se fossimo ben compenetrati della santa Presenza di Dio, ci sarebbe facilissimo resistere al nemico. Con questo pensiero: Dio ti vede! non peccheremmo mai. ...

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