"I pastori ... glorificavano e lodavano Dio per tutto quello che avevano udito e visto"

Sant'Efrem Siro (ca 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa - Inno

gennaio 01 , 2019
Vieni, Mosè, mostraci quel roveto sulla cima della montagna, le cui fiamme danzavano sul tuo viso (Es 3,2): è il Figlio dell'Altissimo, apparso dal seno della Vergine Maria e che ha illuminato il mondo con la sua venuta. Tutta la creazione gli dia gloria, e beata colei che l'ha dato alla luce. Vieni, Gedeone, mostraci quel vello e quella dolce rugiada (Gdc 6,37), spiegaci il mistero della tua parola: è Maria il vello che ha ricevuto la rugiada, il Verbo di Dio: da lei egli si è manifestato nella creazione e ha riscattato il mondo dall'errore. Vieni, Davide, mostraci la città che hai vista e la pianta che da essa è germogliata: la città è Maria, la pianta che da essa è nata, è il nostro Salvatore, il cui nome è Aurora (Ger 23,5; Zc 3,8 LXX). L'albero di vita, custodito da un cherubino e la fiamma della spada folgorante (Gen 3,24), ecco che dimora in Maria, la Vergine purissima; Giuseppe lo custodisce. Il cherubino ha deposto la spada, perché dall'alto del cielo il frutto che egli custodiva è stato inviato fino agli esiliati nell'abisso. Mangiatene tutti, uomini mortali, e vivrete. Benedetto il frutto nato dalla Vergine. Benedetto colui che è disceso e ha abitato in Maria e da lei è uscito per salvarci. Beata tu, o Maria che sei stata ritenuta degna di essere la madre del Figlio dell'Altissimo, che hai generato quel Vegliardo che aveva dato la vita ad Adamo e Eva. È nato da te, il dolce frutto pieno di vita, e per mezzo di lui gli esiliati hanno accesso nuovamente al paradiso.    

Povere perpetue

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Fino a non molti anni fa i preti che non avevano con loro i familiari, tenevano presso di sé in canoni-ca, per le faccende domestiche, una “perpetua”: per antonomasia, dal personaggio omonimo dei Promessi Sposi, la donna di servizio di un sacerdote.L’aveva pure nel 1906 il parroco di Vignale don Luigi Zazzi (parroco a Vignale dal 2/7/1885 al 12/3/1907). Tre anni or sono – si legge sul giornale La Giovane Montagna dell’ottobre 1906 –...

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