“Il Consolatore, lo Spirito Santo... v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa - Enciclica "Dominum et vivificantem", § 24 (© Libreria Editrice Vaticana)

maggio 26 , 2019
Il Cristo, che «aveva reso lo spirito» sulla Croce», come Figlio dell'uomo e Agnello di Dio, una volta risorto, va dagli apostoli per «alitare su di loro» ... La venuta del Signore riempie di gioia i presenti: «La loro afflizione si cambia in gioia», come già aveva egli stesso promesso prima della sua passione. E soprattutto si avvera il principale annuncio del discorso di addio: il Cristo risorto, quasi avviando una nuova creazione, «porta» agli apostoli lo Spirito Santo. Lo porta a prezzo della sua «dipartita»: dà loro questo Spirito quasi attraverso le ferite della sua crocifissione: «Mostrò loro le mani e il costato». È in forza di questa crocifissione che egli dice loro: «Ricevete lo Spirito Santo». Si stabilisce così uno stretto legame tra l'invio del Figlio e quello dello Spirito Santo. Non c'è invio dello Spirito Santo (dopo il peccato originale) senza la Croce e la Risurrezione: «Se non me ne vado, non verrà a voi il consolatore». Si stabilisce anche uno stretto legame tra la missione dello Spirito Santo e quella del Figlio nella redenzione. La missione del Figlio, in un certo senso, trova il suo «compimento» nella redenzione. La missione dello Spirito Santo «attinge» alla redenzione: «Egli prenderà del mio e ve l'annuncerà». La redenzione viene totalmente operata dal Figlio come dall'Unto, che è venuto ed ha agito nella potenza dello Spirito Santo, offrendosi alla fine in sacrificio sul legno della Croce. E questa redenzione viene, al tempo stesso, operata costantemente nei cuori e nelle coscienze umane - nella storia del mondo - dallo Spirito Santo, che è l'«altro consolatore».    

« Non doveva essere sciolta da questo...

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Sono sette i giorni nella settimana: Dio ce ne ha dati sei per lavorare, e ce ne ha dato uno per pregare, riposare e liberarci dai nostri peccati: quindi, se abbiamo commesso colpe durante questi sei giorni, le possiamo riparare la domenica e riconciliarci con Dio. Di buon mattino, dunque, recati in chiesa, avvicinati al Signore per confessargli i tuoi peccati, portagli la tua preghiera e il pentimento di un cuore contrito. Sii presente durante tutta la santa e divina liturgia, porta...

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