Il Decalogo della Domenica

di Mons. Lambiasi

luglio 22 , 2017

Estate piena. Non tutti vanno in vacanza altrove, fuori città.. Qui a Milano, ci si ritrova ancora in tanti alla domenica in chiesa, unico luogo di socializzazione per alcuni, e per tutti tempo per educarci all'amore, verso Dio e verso il prossimo, scuola che non finisce mai... Per vivere ancora più pienamente la scuola dell'amore oblativo come lo impariamo da Cristo, ci è offerta per questi due mesi estivi la riflessione sul DECALOGO DELLA DOMENICA, proposta del vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi.

Il decalogo della domenica

Io sono il giorno del Signore,Dio tuo. - Io sono il Signore dei tuoi giorni

1. Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.

2. Non trascorrere la domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.

3. Ricordati di santificare le feste, non disertando mai l’assemblea eucaristica: la domenica è la Pasqua settimanale, il sole è l’eucaristia e il cuore è Cristo Risorto.

4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande Giorno con i tuoi figli. Non ricattarli mai. Non farlo diventare un precetto odioso. Contagia loro la tua gioia di andare a Messa: vale più di 100 prediche.

5. Non ammazzare la domenica con il doppio lavoro, soprattutto se remunerativo: non violarla né svenderla, ma vivila gratis et amore Dei e dei fratelli.

6. Considera il giorno del Signore “il momento di intimità fra Cristo e la Chiesa sua sposa”; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge.

7. Non rubare la domenica a nessuno, né alle colf né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro o dal culturismo, né dai datori di lavoro.

8. Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici che non puoi andare in gita o allo stadio perché non puoi rinunciare alla Messa.

9. Non desiderare la domenica degli “altri”, che pensano solo a spassarsela. Desidera di condividerla con gli ultimi, i poveri, i malati.

10. Non andare a Messa solo perché è festa, ma fa’ festa perché vai a Messa!

Don Giuseppe Celeste

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Da giovane Cappellano a Traversetolo nel 1940, agli oltre venticinque anni a S.Andrea Bagni per fare ritorno nel 1967 tra noi, con la cura delle parrocchie di Cazzola, Sivizzano e Torre ma non solo. Preziosa l’opera pastorale a Villa Pigorini-Grossi. Don Giuseppe Celeste ha raggiunto il Paradiso. Lo ha meritato veramente: quasi 104 anni di vita di cui 77 di sacerdozio, interamente speso al servizio di tanti parrocchiani, dai più giovani agli anziani bisognosi di conforto e...

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