Il nostro Pastore dà se stesso in cibo

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa - Omelie sul vangelo secondo Matteo, n° 82; PG 87, 737

febbraio 16 , 2019
"Chi può narrare i prodigi del Signore, far risuonare tutta la sua lode?" (Sal 106,2) Quale pastore ha mai nutrito le sue pecore col proprio corpo? Addirittura le madri stesse spesso mettono a balia i figli appena nati. Gesù invece non può accettare questo per le sue pecore; egli ci nutre con il proprio sangue, e così ci fa diventare con lui un solo corpo. Considerate, fratelli, che Cristo è nato dalla nostra sostanza umana. Ma, direte, cosa importa? Questo non riguarda tutti gli uomini. Scusa, fratello, veramente è per tutti loro un grande vantaggio. Se egli si è fatto uomo, se è venuto a prendere la nostra natura umana, ciò riguarda la salvezza di tutti gli uomini. E se egli è venuto per tutti, è anche venuto per ognuno di noi. Forse direte: Perché dunque tutti gli uomini non hanno ricevuto il frutto che avrebbero dovuto ottenere da questa venuta? Non è certo colpa di Gesù, che ha scelto questo mezzo per la salvezza di tutti. La colpa è di coloro che respingono questo bene. Nell'eucaristia infatti, Gesù Cristo si unisce a ognuno dei suoi fedeli. Li fa rinascere, li nutre di se stesso, non li abbandona a qualcun altro e così, li convince, una volta ancora, che lui ha davvero preso la nostra carne.    

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