Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui

Martedì nell'ottava del Natale

dicembre 29 , 2020

La Parola del Signore

…è ascoltata

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

…è meditata

Non finirò mai di stupirmi dinanzi alla partecipazione di tua madre alla tua vita e al tuo destino. Tutte le buone mamme soffrono per quanto soffrono i loro figli, vorrebbero essere al loro posto quando stanno male, prendere su di sé tutti i loro mali. Quanto più lei dovette essere così sensibile alle sofferenze di suo figlio! Qui poi il vecchio Simeone vede più in là e fa riferimento a quei dolori segreti che solo l’animo umano conosce e che trafiggono molto più del dolore fisico. Egli vede il tuo dolore dalla prospettiva della tua mamma e lo coglie come qualcosa che colpirà il tuo animo prima che i chiodi trapasseranno la tua carne nella crocifissione: “Anche a te una spada trafiggerà l’anima”, come a dire: “La stessa spada che trafiggerà l’animo di tuo figlio colpirà anche il tuo”. Non deve essere stato facile per Maria portare il peso di questa profezia, guardarti così piccolo e innocente, seguire con lo sguardo i tuoi primi passi, sentire palpitare il tuo cuoricino e non immaginare la spada che lo avrebbe trafitto e che avrebbe trafitto anche il suo. Eppure questa condivisione del medesimo dolore vi ha uniti ancor di più, un dolore immenso, profondo, tutto segretamente interiore che è andato crescendo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, e vi ha fatti divenire una sola cosa. Non c’è solo poesia nel Natale, ma c’è anche tanta realtà, tanta conoscenza dell’animo umano e dei suoi dolori, legati più al mondo degli affetti, delle relazioni. Sono le sofferenze interiori che viviamo sin da quando nasciamo, nella nostra tenera infanzia e che spesso condizionano tutta la nostra vita. Oggi so che anche io, quando vivo o rivivo un dolore simile, troverò sempre nella dolce Madre Maria un cuore che capirà.

…è pregata

Vieni o Madre mia Maria, vieni a consolare il mio animo quando è triste, quando un ricordo affiora e mi ferisce ancora. Vieni con la tua dolce presenza, con il balsamo del tuo sguardo, del tocco caldo della tua mano sulla parte di me che più duole. Vieni o Madre quando nessuno ode il grido che si leva dalle profondità del mio essere, quando nessuno vede le lagrime segrete che rigano le mie guance, e dimmi ancora, come disse a te il vecchio Simeone: “Anche a te…”, e così non sentirò più la solitudine, saremo uniti con tuo Figlio che mi condurrà alla luce della Vita.

…mi impegna

Considero i dolori del mio animo, ciò che ho sofferto soprattutto nella mia infanzia, li porto alla Madre Maria. Poi considero quanto ha vissuto e sofferto chi mi è accanto o qualcun altro a cui sto pensando, cerco di comprendere meglio le sue reazioni, i suoi silenzi. Scelgo un gesto o una parola da offrire che calmi, che consoli.

Francesco Bissolo, Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Traversetolo 1924, 6 gennaio, Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo.

Close

Omelia rivolta da don Varesi ai suoi Parrocchiani. “Non trovo miglior cosa, commentando l’odierna festività, che ricordare nella semplicità del Santo Testo, qui come in un ambiente familiare, il luminoso episo- dio dell’adorazione dei Magi. Dopo la nascita di Gesù, sempre al tempo di Erode Re, apparve in Oriente una stella che attirò l’ammirazione di uomini illustri e per scienza e per virtù e forse anche per...

Continua...





Avvisi e Comunicazioni

San Nicola
04 dicembre, domenica, ore 11.00 Leggi