«Il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero»

San Nerses Snorhali (1102-1173), patriarca armeno - Gesù, Figlio unigenito del Padre, § 150-161; SC 203

aprile 20 , 2021
Per gli Ebrei, hai diviso in due il mare, cosa ben visibile (Es 14); e per me,lo spessore delle tenebre. Allora hai sommerso il Faraone; ed ora, il Principe di questo mondo, autore della morte (Gv 12,31; 8,44). Per loro, sei stato una nube che protegge di giorno e di notte, una colonna di fuoco (Es 13,21). Per me, la luce è la conoscenza di tuo Figlio, il Verbo, e la mia protezione, è lo Spirito Santo. Allora, hai donato la manna deperibile, e coloro che l'hanno mangiata sono morti; ora, è il tuo corpo celeste che dona la vita a coloro che lo mangiano. Loro hanno bevuto l'acqua scaturita dalla roccia (Es 17), ed io ho bevuto il sangue del tuo costato, tu mia Roccia (Gv 16,34; Sal 18,3). Loro hanno visto appeso il serpente di bronzo (Nm 21,9), io ti ho visto sulla croce, tu che sei la vita. Per loro, tu hai dato la Legge di Mosè, scritta su tavole di pietra; e per me, la sapienza del tuo Spirito, il tuo Vangelo divino. Ecco perché mi sarà richiesto, quanto al bene, molto più di quanto sarà richiesto a loro (...). Ma tu che sei diventato loro capro espiatorio, o mio Signore, pieno di pietà, Figlio unigenito del Padre, (...). Non impedirmi, come alla maggior parte tra loro, di entrare nella tua Terra Promessa, ma con i due che vi sono entrati (Dt 1,36; 31,3), introducimi nella tua patria celeste.    

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