"Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo"

San Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa - Commento al Vangelo di Luca, 22

agosto 12 , 2018
In che modo l'uomo che viveva inchiodato alla terra ed era sottomesso alla morte poteva aver nuovamente accesso all'immortalità? Occorreva che la sua carne fosse resa partecipe della potenza vivificante che è in Dio. Ora, la potenza vivificante di Dio Padre è la sua Parola, è il Figlio Unigenito; è quindi lui che il Padre ha inviato come Salvatore e Redentore... Se metti un pezzetto di pane nell'olio, acqua e vino, subito s'impregna delle loro proprietà. Se metti del ferro a contatto col fuoco, sarà ben presto riempito della sua energia e, benché non sia per natura che del ferro, diventerà simile al fuoco. Così dunque, il Verbo vivificante di Dio, unendosi alla carne di cui si è appropriato, l'ha resa vivificante. Ha detto infatti: "Chi crede in me ha la vita eterna. Io sono il pane di vita". E ancora: "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita". Perciò mangiando la carne di Cristo, nostro Salvatore, di tutti, e bevendo il suo sangue, abbiamo la vita in noi, diventiamo come una sola cosa con lui, rimaniamo in lui e lui in noi. Doveva dunque venire in noi nel modo che conviene a Dio, per mezzo dello Spirito Santo, e mescolarsi in qualche modo al nostro corpo con la sua santa carne e col suo sangue prezioso che riceviamo come benedizione vivificante in del pane e del vino. Infatti... Dio ha avuto premura per la nostra debolezza e ha messo tutta la potenza della sua vita negli elementi del pane e del vino che sono così dotati dell'energia propria della sua vita. Non esitare dunque a crederlo, poiché il Signore stesso ha detto chiaramente: "Questo è il mio corpo" e "questo è il mio sangue".    

San Nicolò in Cazzola

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Le origini medioevali della chiesa di Cazzola sono ancora visibili nella struttura architettonica della parte absidale esterna, a conci regolari e con archetti ciechi a decoro della fascia terminale. Le prime testimonianze inerenti la presenza di un edificio sacro risalgono al 1230. La chiesa è infatti  ricordata tra le cappelle del pievato di Traversetolo nel Capitulum Decimarum Omnium Ecclesiarum del 1230. Ancora nelle decime del 1299 viene...

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