S. Pancrazio, martire verso la fine del 289 (memoria fac.)

maggio 12 , 2019
S. Pancrazio

San Pancrazio, Martire

(memoria facoltativa)

 

P

ancrazio nasce verso la fine del 289 presso Sinnada, cittadina della Frigia, provincia consolare dell’Asia Minore. I suoi ricchi genitori erano di origine romana: la madre Ciriada morì nel parto, mentre il padre Cleonia lo lasciò orfano all'età di otto anni, affidandolo però allo zio Dionisio perché ne curasse l’educazione e l’amministrazione dei beni.

 

Entrambi, Pancrazio e Dionisio, si trasferirono a Roma per risiedere nella loro villa patrizia sul Monte Celio.  Presto incontrarono la comunità cristiana di Roma e chiesero di essere iniziati alla fede cristiana. La scoperta di Dio e di Cristo infiammò talmente il cuore del giovane e dello zio da chiedere in breve tempo i sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia.

 

Scoppiò nel frattempo la persecuzione di Diocleziano, rivelatasi ben presto la più atroce di tutte le precedenti sopportate dai cristiani. Era l'anno 303 e il terrore della persecuzione, iniziata nelle province dell'Impero Romano, arriva anche a Roma, falciando inesorabilmente ogni persona che avesse negato l'incenso agli dèi romani o il riconoscimento della divinità dell’imperatore.

Anche Pancrazio fu chiamato a sacrificare, per esprimere la sua fedeltà a Diocleziano, ma, dietro il suo costante rifiuto, fu condotto davanti allo stesso imperatore per essere giudicato. Diocleziano, sorpreso “dall'avvenenza giovanile e bellezza di lui, adoperò ogni arte di promesse e minacce per fargli abbandonare la fede in Gesù Cristo” (da un manoscritto dell’epoca). 

 

Si narra che Diocleziano rivolse al giovane Pancrazio queste parole : “Ragazzetto, stai attento, che rischi di morire male. Tu sei giovane, ed è facile che ti ingannino; sei di famiglia nobile, e sei stato un caro amico di mio figlio. Voglio da te che tu lasci perdere questa pazzia, e ti considererò come uno dei miei figli.”

Al che Pancrazio rispose :“Anche se il mio aspetto è quello di un ragazzo, il cuore che ho in petto è quello di un uomo maturo. A noi cristiani, per virtù del mio Signore Gesù Cristo, la vostra prepotenza fa paura né più né meno che questi dipinti che noi vediamo. I tuoi dèi, quelli che mi vuoi spingere ad adorare, sono degli impostori; si stupravano tra fratelli, e non risparmiavano neanche i genitori: se tu vedessi far cose simili ai tuoi servi, li faresti subito uccidere. Mi stupisco anzi come tu non ti vergogni ad adorare dèi del genere.”

Le parole di Pancrazio suscitarono lo sdegno dell'imperatore, che ordinò la decapitazione dell'intrepido giovane.

Condotto fuori Roma, sulla via Aurelia, mentre il sole al tramonto tingeva di purpureo quella sera del 12 maggio 304 e le tenebre scendevano fitte sul tempio di Giano, Pancrazio porse la testa al titubante carnefice, sacrificandosi per la propria fede. Ottavilla, illustre matrona romana, prese il capo e il tronco del corpo e, untili con balsami e avvoltoli in preziosi lini, li depose in un sepolcro nuovo, appositamente scavato nelle già esistenti Catacombe del suo predio. Sul luogo del martirio leggiamo ancora oggi: “Hic decollatus fuit Sanctus Pancratius” (Qui fu decapitato San Pancrazio).

 

Nella Basilica a lui intitolata, sorta sul luogo del martirio, viene venerata gran parte del corpo, qui deposto da Onorio I (625-638). Il giovane martire è custodito nell’urna di porfido dell’altare maggiore, consacrato nel 1627 e posta perpendicolarmente all’ara della confessione. Durante la Repubblica Romana del 1798, il corpo fu violato; la reliquia di un avambraccio fu recuperata nel 1805. Sempre all'altare maggiore si esponeva alla devozione dei fedeli un suo braccio. Il capo si è venerato a S. Giovanni in Laterano dall’850 al 1966, data nella quale il Servo di Dio Pp Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978), lo restituì alla Basilica. Qui l'insigne reliquia è esposta alla venerazione dei fedeli dal 1973. Molti resti sono in chiese italiane e francesi.

 

S. Pancrazio, patrono dei Giovani di Azione Cattolica, è stato indubbiamente uno dei santi più popolari non solo a Roma ed in Italia, ma anche all’estero. A lui sono stati dedicati chiese e monasteri: quello di Roma venne fondato da S. Gregorio Magno e quello di Londra da S. Agostino di Canterbury, che da il nome anche ad una stazione della metropolitana londinese. Degno di nota è anche il santuario di S. Pancrazio a Pianezza (TO), legato ad un fatto miracoloso avvenuto il 12 maggio 1450 al contadino Antonio Casella. Questi, mentre falciava il prato tagliò inavvertitamente un piede alla moglie, venuta a portargli qualcosa da mangiare. I coniugi, angosciati, pregarono il Signore e furono confortati dall’apparizione di S. Pancrazio che promise la pronta guarigione in cambio dell’erezione di un luogo di culto. Nacque così un pilone votivo che si ampliò sino a divenire il grande santuario ancora oggi meta di pellegrinaggi.

 

Significato del nome Pancrazio: “tutto forza, molto potente, onnipotente” (greco).

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