SS. Cristoforo Magallanes e compagni, martiri (mf)

maggio 21 , 2019
SS. Cristoforo Magallanes e compagni

SS. Cristoforo Magallanes

e 24 compagni, martiri

(memoria fac.)

 

Nel 1917 venne promulgata in Messico una nuova Costituzione, ispirata a principi anticlericali, firmata dal presidente Don Venusiano Carranza. Da essa ebbe origine una fase di violenta persecuzione religiosa. L’episcopato messicano espresse la sua contrarietà alla nuova legge fondamentale della nazione, provocando, però, in tal modo una forte reazione da parte governativa.

 

Dal 1926 in avanti, sotto la presidenza di Don Plutarco Elìas Calles, la persecuzione si fece ancor più violenta con l’espulsione dei sacerdoti stranieri, la chiusura delle scuole private e di alcune opere benefiche.

I laici messicani costituirono un’organizzazione denominata Lega in Difesa della Libertà Religiosa, che proclamò: “Deploriamo la guerra, ma la nostra dignità oltraggiata e la nostra fede perseguitata ci obbliga a correre per difenderci sullo stesso campo su cui si sviluppa l’attacco”.

 

Il popolo non poté resistere alle privazioni religiose che il boicottaggio portava, cosicché decise di difendere la propria libertà religiosa, senza il diretto intervento del clero, per mezzo delle armi. Ebbe così inizio la guerra civile, meglio conosciuta in Messico come “movimiento cristero”.

Questo movimento non fu dunque promosso dalla gerarchia ecclesiastica, bensì dal mondo laicale che cercò, comunque, l’appoggio dei propri pastori, anche se generalmente il clero accettò di sostenere esclusivamente la resistenza pacifica.

 

Alcuni sacerdoti furono ostili al movimento, altri abbandonarono le parrocchie, altri ancora furono invece attivamente favorevoli a questo e presero parte persino ai combattimenti.

Infine, molti preferirono prodigarsi nella cura delle anime del gregge loro affidato, pur essendo ben consci di rischiare la vita: è questo il caso dei 25 martiri che furono canonizzati, il 21 maggio 2000, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), in piazza San Pietro.

 

I 25 santi martiri messicani (Cristoforo Magallanes Jara e 24 compagni), per volontà del suddetto Pontefice, entrarono, subito dopo la canonizzazione, nel Calendario Romano al 21 maggio con il grado di “memoria facoltativa”.

 

Canonizzati il 21 maggio 2000 :

 

Sacerdoti : Cristobal Magallanes Jara, Agustin Caloca Cortes, Roman Adame Rosales, Rodrigo Aguilar Aleman, Julio Alvarez Mendoza, Luis Batis Sainz, Mateo Correa Magallanes, Atilano Cruz Alvarado, Miguel De La Mora, Pedro Esqueda Ramirez, Margarito Flores Garcia, Jose Isabel Flores Varela, David Galvan Bermudez, Pedro de Jesus Maldonado Lucero, Jesus Mendez Montoya, Justino Orona Madrigal, Jose Maria Robles Hurtado, Toribio Romo Gonzalez, Jenaro Sanchez Delgadillo, Sabas Reyes Salazar, David Uribe Velasco, Tranquilino Ubiarco Robles.

Laici : Salvador Lara Puente, Manuel Morales, David Roldan Lara.

 

Il Martyrologium Romanum commemora, invece, i diversi santi separatamente, ciascuno nell’anniversario del martirio.

 

C

ristoforo, al secolo Cristóbal, Magallanes Jara nasce a Totaltiche, Jalisco (Arcidiocesi di Guadalajara) il 30 luglio 1869. Parroco nella sua terra natale.

Sacerdote dalla fede ardente, prudente direttore dei suoi fratelli sacerdoti e pastore pieno di zelo fu dedito al miglioramento umano e cristiano dei suoi fedeli. Missionario tra gli indigeni «huichole» e fervente divulgatore del Rosario a Maria, Vergine Santissima. Le vocazioni sacerdotali erano ciò a cui maggiormente si dedicava nel lavoro della sua vigna. Quando i persecutori della Chiesa chiusero il Seminario di Guadalajara, si offrì di fondare nella sua parrocchia un Seminario per proteggere, orientare e formare i futuri sacerdoti, ed ottenne un abbondante raccolto. Il 25 maggio 1927 venne fucilato a Colotlán, Jalisco (Diocesi di Zacatecas, Zac.). Di fronte al carnefice ebbe la forza di confortare il suo ministro e compagno di martirio, padre Agostino Caloca, dicendogli: “Stai tranquillo, figliolo, solo un momento e poi il cielo”. Poi, rivolgendosi alla truppa, esclamò:“Io muoio innocente e chiedo a Dio che il mio sangue serva per l'unione dei miei fratelli messicani”. 

A

gostino, al secolo Agustín, Caloca Cortés nasce a San Juan Bautista de Teúl, Zacatecas (Arcidiocesi di Guadalajara), il 5 maggio 1898. Cooperatore nella parrocchia di Totatiche e prefetto del Seminario Ausiliare sito nello stesso paese, fu un esempio di purezza sacerdotale. Dopo aver aiutato i seminaristi a fuggire, fu fatto prigioniero e condotto nella stessa prigione nella quale si trovava il suo parroco, Cristoforo Magallanes. Un militare, commosso per la sua giovane età, gli offrì la libertà. Lui l'avrebbe accettata solo se veniva concessa anche al parroco. Di fronte al plotone di esecuzione, l'atteggiamento e le parole del suo parroco lo colmarono di forza, tanto che esclamò: “Grazie a Dio viviamo e per Lui moriamo”.

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