S. Elisabetta, regina del Portogallo (1271-1336)

luglio 04 , 2019
S. Elisabetta

Santa Elisabetta

Regina del Portogallo

 

E

lisabetta di Aragona (in portoghese Isabel de Aragão) nasce a Saragozza nel 1271. Ha soltanto dodici anni quando suo padre, il re Pietro III di Aragona, la dà in moglie a Dionigi re del Portogallo: Dom Dimìs, come lo chiamano i sudditi.

Un re con molti meriti: sviluppa infatti l’economia portoghese, crea una flotta, fonda l’università di Lisbona (che sarà successivamente trasferita a Coimbra). Dionigi è un buon sovrano, ma anche un pessimo marito, sempre impelagato con altre donne e padre via via di altri figli, oltre ai due che gli dà Elisabetta.

 

E lei, malgrado le continue offese e i tradimenti del marito, gli rimane impeccabilmente fedele, tutta dedita ai figli Alfonso e Costanza, come ai sofferenti per malattie “brutte” in Lisbona. Ma non solo: Elisabetta si prende anche molta cura dei bambini messi al mondo dal marito con altre donne : un’opera da cristiana autentica, da grande regina.

E l’infedele Dionigi deve pur avvertire la sua superiorità morale; tant’è che più tardi, quando il figlio Alfonso gli si ribella, è l’autorità di Elisabetta a evitare lo scontro armato tra padre e figlio. Quel fatto, però, le procura l’accusa di parteggiare per il figlio Alfonso contro Dionigi, e allora la confinano nella cittadina di Alenquer, a nord di Lisbona; ma presto il marito la richiama. Ora la vuole vicina, ha bisogno di lei e del suo consiglio; Elisabetta torna e riprende serenamente il suo posto accanto al re. E quando una malattia mortale lo colpisce, assiste quest'ultimo fino alla morte; l'affettuosa dedizione della moglie pare ne favorì la conversione in extremis al cattolicesimo.

 

Dopo la morte del re, avvenuta nel 1325, sale al trono suo figlio Alfonso IV, ed Elisabetta non resta a fare la regina madre a Lisbona.

Dà la corona al Santuario di S. Giacomo di Compostella, dove  si è recata in pellegrinaggio a piedi nudi. Dà quasi tutti i suoi averi ai poveri ed ai conventi; entra, poi, dopo essersi fatta francescana del terzo ordine, nel monastero delle clarisse a Coimbra, monastero da lei stessa fatto erigere, senza però pronunciare i voti (lo farà poco prima di morire).

 

Il monastero diventa la sua casa per sempre; ma una volta deve uscirne, perché c’è nuovamente bisogno di lei: deve riconciliare suo figlio Alfonso IV col re Ferdinando di Castiglia che è suo genero (è il marito di Costanza). Elisabetta ha ormai 65 anni, il suo fisico è indebolito dalle dure penitenze, e in piena estate il viaggio è troppo faticoso per lei. Incontra il figlio e la nuora, fa sosta nella cittadina di Estremoz, ma non riesce ad andare più avanti: la stanchezza e le febbri troncano rapidamente la sua vita il 4 luglio 1336.

 

Il suo corpo fu riportato al monastero di Coimbra, e nel 1612, durante un'esumazione, lo si trovò incorrotto; fu chiesta quindi la canonizzazione. Già nei primi tempi dopo la morte c’erano pellegrinaggi di fedeli alla sua tomba e circolavano voci di presunti "miracoli".

Nel 1625, Pp Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) celebrò la solenne canonizzazione in Roma.

 

Santa Elisabetta del Portogallo si ricorda il 4 luglio, il “dies natalis”; in passato era l’8 luglio, ma localmente anche in altre date. Un elemento che la caratterizza è il rosario.

 

Significato del nome Elisabetta : “Dio è perfezione” (dall’ebraico Elisheba - composto da El, Dio, e scheba, il numero della perfezione).

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