S. Chiara della Croce da Montefalco, badessa (1268-1308)

agosto 17 , 2019
S. Chiara della Croce da Montefalco

S. Chiara della Croce da Montefalco

Badessa Agostiniana

 

C

hiara nasce nel 1268 da Damiano e Iacopa in una zona vicina al "Castellare" in prossimità della chiesa di San Giovanni Battista (concessa nel 1275 dal Comune agli agostiniani e da questi ricostruita e dedicata a sant'Agostino) a Montefalco, una piccola cittadina umbra che domina la valle spoletana. Chiara ha una sorella e un fratello maggiori, Giovanna e Francesco. Giovanna fonda, con l'aiuto economico del padre, il reclusorio di san Leonardo, di cui diventa la prima rettrice; le donne lì si ritirano vivendo rinchiuse e pregando, ispirandosi alla regola (ancora non pienamente riconosciuta al tempo) di Francesco d'Assisi.

 

La piccola Chiara resta segnata dal modello che la famiglia le propone e, all'età di sei anni, entra nell'eremo in cui vive sua sorella Giovanna e dove, nel 1291, dopo la morte di questa, Chiara viene eletta superiora; ufficio che conservò fino alla morte. Nella sua vita si comportò sempre in modo esemplare e raccomandava, vivamente, alle consorelle, spirito di sacrificio e impegno personale nella realizzazione di una solida vita spirituale. Godette di scienza infusa e difese vivamente la fede. Non lascia scritti eppure, nonostante che la sua vita si dipani nella stretta osservanza della regola monastica, riesce a mantenere un dialogo con il mondo fuori dal monastero. Personaggi illustri come i cardinali Giacomo e Pietro Colonna, Napoleone Orsini, il francescano Ubertino da Casale e tanti altri si rivolgono a Chiara per consigli in materia spirituale. Le sue parole sono descritte come “un fuoco, da cui venivano illuminate, consolate ed accese le menti di tutti coloro che l'ascoltavano”. Sapeva dunque parlare non solo alla gente comune, attirata dalla sua fama taumaturgica, ma anche a personaggi illustri, che ne ammiravano le virtù oratorie, considerate profetiche, e la sua intelligenza.

 

Nel 1294 ebbe una straordinaria visione: il Cristo pellegrino, sofferente, che nel suo cuore volle piantare una croce. Si distinse, quindi, per l'amore alla passione di Cristo, ed ebbe molto a cuore la devozione alla Croce.

 

Nel 1303 promuove l'ampliamento del monastero e la costruzione della chiesa di Santa Croce con l'approvazione del Vescovo di Spoleto che invia la prima pietra benedetta. È qui che, dopo cinque anni, nel 1308, Chiara, ormai ammalata, vuole essere trasportata ed è qui che la Santa Vergine apparve a Chiara, mentre era prossima alla morte: Maria, preceduta dagli angeli, a braccia protese indicò alla badessa agostiniana che tutto era pronto per accoglierla tra i santi.

 

Dopo la sua morte, avvenuta il 17 agosto 1308, il Comune di Montefalco sentì l'esigenza di certificare l'esemplarità della vita di Chiara in un documento con le testimonianze di chi le fu più vicino. Con questo intento il suo corpo venne aperto alla ricerca di segni prodigiosi che potessero testimoniare quell'esemplarità che aveva espresso per tutta la vita. Si tramanda, tra i credenti, che nel suo cuore si trovavano un crocifisso e un flagello, e nella cistifellea tre globi, di eguale misura, peso e colore, disposti a forma di triangolo, interpretati come il simbolo della Trinità, il che venne considerato come il segno cercato.

 

La chiesa attuale del monastero di santa Chiara da Montefalco (ricostruita tra il 1615 e il 1643) conserva il corpo della Santa dentro un'urna d'argento massiccio. Ai lati, entro due nicchie aperte nel 1718, si conservano come reliquie di Chiara i segni rinvenuti durante l'autopsia. L'oggetto più suggestivo è probabilmente il busto reliquiario d'argento che la raffigura e contiene i resti del suo cuore; nell'altra nicchia si trova la croce reliquiario, contenente i tre globi di uguale grandezza che i devoti credono provenienti dalla cistifellea, e il crocifisso e il flagello, che secondo i devoti conservava nel cuore.

 

Con la morte di Pp Giovanni XXII (Jacques Duèse, 1313-1334), nel 1334, il processo di canonizzazione di Chiara non ebbe seguito. Verrà ripreso soltanto nel XIX secolo per iniziativa del Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878) e sarà proclamata Santa da Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) l’8 dicembre 1881.

 

Il 17 agosto si commemora la santa, mentre il 30 ottobre si celebra la festa “Impressio Crucifixi in corde S. Clarae”.

©Evangelizo.org

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