« Giravano di villaggio in villaggio annunziando dovunque la buona novella »

Sant'Ilario di Poitiers (ca 315-367), vescovo, dottore della Chiesa - Trattato sui salmi,  65, §19-20; CSEL 22, 261

settembre 23 , 2020
Quale «lode» (Sal 66,8) dobbiamo far risuonare? Senza dubbio questa: «È lui che salvò la vita» dei credenti (v.9). Infatti Dio ha accordato alla predicazione degli apostoli e alla confessione dei martiri la costanza e la perseveranza nella professione di fede; così la predicazione del Regno dei cieli ha attraversato la terra in tutte le direzioni, come fossero passi. Ed ecco che «per tutta la terra si diffonde la loro voce» (Sal 19,5). In un altro versetto, lo Spirito Santo fa l'elogio di questa corsa spirituale: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace!» (Is 52,7). Dunque è questa la lode di Dio che deve risuonare attraverso la proclamazione, secondo la testimonianza del salmista: «È lui che salvò la nostra vita e non lasciò vacillare i nostri passi» (LXX). In effetti, gli apostoli non si sono lasciati distogliere dallo slancio della predicazione per via delle terribili minacce degli uomini e la fermezza dei loro passi saldamente ancorati al suolo non si è lasciata allontanare dal cammino della fede (...). Eppure dopo aver detto: «Non lasciò vacillare i nostri passi», il salmista aggiunge: «Dio, tu ci hai messi alla prova; ci hai passati al crogiuolo, come l'argento» (v.10). Questa parola iniziata al singolare, si riferisce dunque a molti. Infatti uno solo è lo Spirito e una sola la fede dei credenti, come sta scritto negli Atti degli Apostoli: «La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola» (At 4,32). Ma cosa significa questo paragone: «Sono stati passati al crogiuolo come l'argento»? Secondo me, quando passiamo l'argento al crogiuolo, è soltanto per separarlo dalle scorie che aderiscono alla materia ancora grezza (...). Pertanto, quando Dio mette alla prova coloro che credono in lui, non è perché ignora la loro fede ma perché, come dice l'apostolo Paolo, «la pazienza produce una virtù provata» (Rm 5,4). Dio li mette alla prova non per conoscerli, ma per condurli alla piena consumazione della virtù. Così, purificati dal fuoco e svincolati da ogni legame con i vizi della carne, potranno brillare attraverso la luce di un'innocenza comprovata.    

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