Il tempo

Abbiamo a che fare con un tempo breve e con un tempo lungo.

marzo 01 , 2019

Abbiamo a che fare con un tempo breve e con un tempo lungo.

Il tempo breve. Il tempo dell’altro, uomo o donna che incrociamo è un tempo breve. Pensiamo alle donne e uomini di oggi, che hanno a disposizione poco tempo. Anche per cose importanti. A che ora torna a casa la gente? Il lavoro invade i tempi. A volte rimane loro poco tempo per guardarsi negli occhi e per parlarsi. Restituiamo dignità al poco tempo.

Il tempo breve ci chiede l’essenziale, la parola giusta al momento giusto, che è quello e non altro. La parola giusta è Gesù di Nazareth. Il pericolo è che se ne stia scolorendo il nome e il racconto. Occorre credere in Gesù e nella bella notizia del suo Vangelo. Se ci fermiamo lì, qualcosa accade, arde il cuore.

Il tempo lungo. Il tempo della semina e non vedo il frutto. Noi vorremmo misurare subito. Noi siamo quelli dei risultati, e non del passaggio della grazia, che ha i passi del silenzio. Ci è chiesto di seminare. E anche di non vedere. Ci è chiesta la pazienza del contadino, che il vangelo invita ad andare a dormire, perché sia che vegli sia che dorma, il seme cresce da sé nel cuore della terra.

Accogliere il tempo lungo significa anche rispettare la fragilità. Che spesso noi censuriamo. Mentre Gesù era della razza di coloro che fasciano canne incrinate e danno gocce d’olio agli stoppini fumiganti. La fragilità altrui ci ricorda la nostra. (La fragilità è desiderio di ascolto, di gentilezza, di servizio a sé e agli altri, e ci consente di sfuggire al fascino segreto delle ideologie, al deserto dell’indifferenza e dell’egoismo, della aggressività e della violenza).

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Se accostiamo una conchiglia all’orecchio e aspettiamo, sentiremo in lontananza il mormorio del mare. Ma se ascoltiamo ancora più attentamente, senza stancarci, troveremo qualcosa di più raro e segreto, perché in quel rumore leggero e ritmico, come in ogni suono della natura, si nasconde una storia. Questa storia ha per protagonista una bambina: potresti essere tu, ma noi per comodità la chiameremo Sofia. Un giorno Sofia aprì gli occhi e si...

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