Il tesoro dell'umiltà

Teognosto, monaco e sacerdote - L'azione e la contemplazione, n. 1, 3, 10, 45, 62 (Filocalia dei Padri neptici)

novembre 25 , 2019
Considera che hai in te la virtù vera quando hai disprezzo perfetto per tutto ciò che c'è sulla terra, e tieni il cuore, grazie ad una coscienza pura, sempre pronto ad andare verso il Signore. Se vuoi esser conosciuto da Dio, resta ignorato dagli uomini per quanto è possibile. (...) Considerati una formica e un verme in tutti i sensi, per diventare l'uomo creato da Dio. Poiché se non fai prima quello, l'altro non seguirebbe. Per quanto discenderai, tanto t'innalzerai; è quando consideri te stesso come un nulla davanti al Signore (cfr Sal 38(39),5-6 LXX), secondo il salmista, che divieni grande, poiché sei rimasto nascosto per un po'. Ed è quando pensi di non aver nulla e di non saper nulla che sei ricco di azione e conoscenza lodevoli davanti al Signore. (...) Gratuitamente salvato, rendi grazie a Dio tuo Salvatore. Ma se vuoi offrire doni, offri con riconoscenza i due spiccioli, con la tua anima vedova, voglio dire l'umiltà e l'amore. E Lui li riceve nel tesoro (cfr Mc 12,41-43) della salvezza, lo so bene, più che una moltitudine di virtù messe da tanti. (...) Poiché, se il tesoro degli impassibili è fatto dell'insieme di tutte le virtù, la pietra preziosa dell'umiltà ha più valore di tutte quelle. Non solo ella dona a chi la possiede l'espiazione presso Dio, ma fa andare con gli eletti nel luogo delle nozze del suo Regno.    

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