“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29)

La Didaché (ca 60-120), catechesi giudeocristiana - § 3 (Traduzione di Guglielmo Corti - Estratto da “I padri apostolici”, Città Nuova Editrice 1967)

ottobre 13 , 2021
Figlio mio, fuggi ogni male, anzi, fuggi tutto ciò che ha parvenza di male. Non essere iracondo, perché l’ira porta alla morte. Non essere invidioso, litigioso o violento, perché questi mali sono alla radice di ogni omicidio. Figlio mio, non desiderare le donne, perché questo desiderio porta alla fornicazione; né essere spinto nel parlare o procace nello sguardo, perché da ciò deriva l'adulterio. (…) Non darti agli incantesimi, all'astrologia, alla superstizione; evita di udire e vedere tali cose, perché da esse nasce l'idolatria. Figlio mio, non essere menzognero, perché la menzogna conduce al furto; e neppure bramoso di denaro o di gloria, perché ne deriva il ladrocinio. Figlio mio, non essere pettegolo, perché il pettegolezzo conduce alla diffamazione. Non essere arrogante o malevolo, perché da ciò deriva la calunnia. Sii invece mansueto, perché i mansueti erediteranno la terra (Mt 5,5). Sii paziente, misericordioso, sincero, tranquillo e buono. Metti in pratica con sommo rispetto l'istruzione che ricevi (Is 66,2). Non esaltare te stesso e trattieni il tuo spirito dall'alterigia. Non unirti con i superbi, ma conversa con i giusti e gli umili. Accetta come bene tutto ciò che ti accade, sapendo che senza il volere di Dio nulla avviene.     

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