La bontà generosa di Dio

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301), monaca bendettina - L'araldo del divino amore, libro III, SC 143

gennaio 29 , 2020
Un giorno, mentre rifletteva sulle diverse molteplici grazie ricevute dalla bontà generosa di Dio, Gertrude si vide miserabile e indegna di ogni favore, poiché aveva sciupato per negligenza tanti dei doni ricevuti da Dio che non vedeva di averne tratto il minimo frutto né per sé, profittandone o rendendo grazie, né per gli altri che, avendone coscienza, avrebbero potuto trovarvi motivo di edificazione e progresso nella conoscenza di Dio. Ma una luce la consolò: Il Signore a volte non dona grazie ai suoi santi per esigere che gli rendano per ciascuna un frutto conveniente, poiché la fragilità umana fa spesso ostacolo. Ma, poiché la bontà e la generosità traboccante di Dio non conoscono misura, anche se lui sa che l'uomo non può farle fruttare tutte, non di meno fa di tutto per accumulare grazie per assicurare all'uomo una scorta di beatitudine eterna. Come succede di solito per le cose terrestri che si danno a volte a un bambino che non sa l'utilità che può venirgliene, per essere colmato di beni, divenuto adulto, così il Signore, quando dà ai suoi eletti la grazia in questa vita, prepara loro e assicura beni di cui la beatitudine eterna li renderà felici nei cieli.     

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