La grandezza di Giovanni Battista

Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense - 3° discorso per la nascita di Giovanni Battista; SC 202

luglio 31 , 2021
La grandezza di Giovanni, ciò che l’ha reso così grande fra tutti, è che ha aggiunto a tutte le virtù la più grande di tutte: l’umiltà. Quando lo si considerava al di sopra di tutti, ha riconosciuto spontaneamente e con la premura dell’amore che al di sopra di lui c’era Colui che è il più umile di tutti, e arriva a dichiarare che non è degno neppure di portargli i sandali (Mt 3,11). Altri dunque si meraviglino che Giovanni sia stato predetto dai profeti, annunciato da un angelo (…), nato da genitori santi e nobili, sebbene anziani e sterili (…), che abbia preparato nel deserto la via al Redentore, che abbia ricondotto i cuori dei padri verso i figli e dei figli verso i padri (Lc 1,17), che sia stato degno di battezzare il Figlio, di ascoltare il Padre, di vedere lo Spirito Santo (Lc 3,22), che infine abbia combattuto fino alla morte per la verità e che sia stato martire di Cristo prima della passione di lui, per esserne precursore fin nel soggiorno dei morti. Altri si meraviglino di tutto ciò. (…) Quanto a noi, fratelli, è la sua umiltà che ci è proposta come oggetto di ammirazione, ma soprattutto di imitazione. L’umiltà l’ha portato a non farsi grande, anche se l’avrebbe potuto. (…) Infatti il fedele “amico dello Sposo” (Gv 3,29), che amava il suo Signore più di se stesso, desiderava “diminuire” perché lui crescesse (v. 30). Il suo impegno era aumentare la gloria di Cristo facendosi lui più piccolo, così da testimoniare col suo comportamento quanto dice l’apostolo Paolo: “Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore” (2Cor 4,5).     

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