La luce della Verità immutabile

San Tommaso d'Aquino (1225-1274), teologo domenicano, dottore della Chiesa - Commento a Giovanni, (Prologo di san Tommaso; Tomo I, 11)

dicembre 27 , 2017
Simbolo di Giovanni è l'aquila. Ecco perché: gli altri tre evangelisti si sono occupati di quanto Cristo ha compiuto nella carne e li si designa con esseri viventi che camminano sulla terra, l'uomo, il bue, il leone; Giovanni, invece, vola come un'aquila al di sopra delle nuovole dell'umana debolezza e contempla la luce dell'immutabile Verità con gli occhi del cuore, lo sguardo più penetrante e più fermo possibile all'uomo. Attento alla divinità di nostro Signor Gesù Cristo, per la quale è uguale al Padre, Giovanni, nel suo Vangelo, si è sforzato soprattutto di manifestarlo tanto quanto, uomo fra gli uomini, ha ritenuto necessario farlo. A proposito di questo volo di Giovanni è detto nel libro di Giobbe: "Al tuo comando l'aquila - cioè Giovanni - s'innalza" (Gb 39,27) e ancora: "lontano scrutano i suoi occhi" (Gb 39,29), poiché con lo sguardo dello spirito contempla il Verbo stesso di Dio nel seno del Padre. Il privilegio di Giovanni fi quello di essere, fra i discepoli del Signore, il più amato da Cristo: Giovanni fu infatti "il discepolo che Gesù amava" (Gv 21,20), come lui stesso ha detto senza nominarsi. Cristo ha dunque rivelato i suoi segreti in modo tutto speciale a questo discepolo amato così particolarmente amato. E' lui che ce lo dice in modo chiaro, vedendo più perfettamente la luce del Verbo: "Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv 1,9).    

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