La pace è dono. Anzi, è “per-dono”.

Martedì della prossima settimana di Avvento

dicembre 05 , 2023

"Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace".

La pace è dono. Anzi, è “per-dono”. Un dono “per”. Un dono moltiplicato. Un dono di Dio che, quando giunge al destinatario, deve portare anche il “con-dono” del fratello. E qui il discorso si fa concreto. Come possiamo dire parole di pace, se non sappiamo perdonare? Con quale coraggio pretendiamo che siano credibili le nostre scelte di pace a livello di massimi sistemi, quando nel nostro entroterra personale prevale la legge del taglione?Come possiamo rifiutare la “deterrenza” e respingere la logica del missile per missile, se nella nostra vita pratichiamo gli schemi dell'occhio per occhio e dente per dente”? Quali liberazioni pasquali vogliamo annunciare, se siamo protagonisti di stupide smanie di rivincita, di deprimenti vendette familiari, di squallide faide di Comune? Chi volete che ci ascolti quando facciamo comizi sulla pace, se nel nostro piccolo guscio domestico siamo schiavi dell'ideologia del nemico? Solo chi perdona può parlare di pace. E a nessuno è lecito teorizzare sulla non violenza o ragionare di dialogo tra popoli o maledire sinceramente la guerra, se non è disposto a quel disarmo unilaterale e incondizionato che si chiama “Perdono”.

DonToninoBello

 

Signore, Dio di pace, apri ancor più i nostri spiriti e i nostri cuori alle esigenze concrete dell’amore di tutti i nostri fratelli, affinché possiamo essere sempre più costruttori di pace. Ricordati Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena, soffrono e muoiono nel parto di un mondo più fraterno. Che per gli uomini di ogni lingua venga il tuo Regno di giustizia, di pace e di amore. E che la terra sia ripiena della tua gloria! Amen.

 

San Paolo VI

Povere perpetue

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Fino a non molti anni fa i preti che non avevano con loro i familiari, tenevano presso di sé in canoni-ca, per le faccende domestiche, una “perpetua”: per antonomasia, dal personaggio omonimo dei Promessi Sposi, la donna di servizio di un sacerdote.L’aveva pure nel 1906 il parroco di Vignale don Luigi Zazzi (parroco a Vignale dal 2/7/1885 al 12/3/1907). Tre anni or sono – si legge sul giornale La Giovane Montagna dell’ottobre 1906 –...

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