La pagliuzza e la trave

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Spiegazione del discorso dalla montagna, 19

settembre 10 , 2021
Come puoi dire a un tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi vedrai di togliere la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello », ossia: Prima rimuovi l'odio e poi potrai correggere l'uomo che ami. E ha detto bene: « Ipocrita ». Infatti biasimare i vizi è compito di uomini buoni e benevoli, ma, quando lo fanno i cattivi, recitano la parte degli altri, come gli attori che nascondono sotto la maschera quel che sono. (...) E quindi con tenerezza e prudenza si deve stare attenti che se l'emergenza costringerà a riprendere o rimproverare qualcuno, per prima cosa riflettiamo se è un vizio che non abbiamo mai avuto o che ce ne siamo liberati. E se non l'abbiamo mai avuto, riflettiamo che anche noi siamo uomini e avremmo potuto averlo; se invece l'abbiamo avuto e non l'abbiamo più, la comune debolezza renda attenta la memoria in modo che non l'odio ma la compassione preceda la correzione o il rimprovero, sicché, sia che contribuiscano al suo ravvedimento sia alla sua ostinazione, giacché il risultato è incerto, noi tuttavia siamo tranquilli sulla sincerità del nostro giudizio. Se poi riflettendo riscontreremo che anche noi ci troviamo in quel vizio, in cui si trova colui che ci apprestavamo a riprendere, non riprendiamolo e non rimproveriamolo, ma proviamo insieme dolore e invitiamolo non ad ascoltarci ma a tentare insieme di migliorarci.     

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