La povertà di Cristo

San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa - La vita perfetta, cap. 3 (Opere spirituali, Santità Francesco di Assisi, 1931, riv.)

agosto 20 , 2018
La povertà è una virtù che va insieme alla perfezione, al punto che senza di essa nulla può esser perfetto; testimone è la parola del Signore nel Vangelo: "Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che hai e dallo ai poveri". Nostro Signore Gesù Cristo fu così povero alla nascita che non ebbe abitazione, né vestiti, né cibo, ma una stalla come casa, un miserabile pezzetto di stoffa per coprirsi e un latte verginale per cibo. Si è dato a noi ancora come esempio di povertà col suo modo di vivere nel mondo. Fu povero al punto che talvolta non poté trovare alloggio e dovette dormire con gli Apostoli fuori della città e persino fuori casa in campagna. Non solo il Signore degli Angeli fu povero alla nascita e povero nel suo stile di vita, ma fu ancora estremamente povero alla morte, per infiammarci d'amore per la povertà. Voi tutti che avete abbracciato la povertà, considerate e vedete quanto l'opulento Re dei Cieli fu povero per noi nell'istante della morte. Infatti, fu spogliato di tutto quanto poteva avere: dei vestiti dai suoi carnefici, che "si divisero e tirarono a sorte la sua tunica" (cfr Mt 27,35); del corpo e dell'anima, quando l'anima gli fu con violenza strappata dal corpo; della gloria divina, quando con le sofferenze di una dolorosissima morte, lo si trattò come un malfattore, invece di glorificarlo come Dio, secondo il lamento di Giobbe: "Mi ha spogliato della mia gloria" (Gb 19,9). O Dio, ricco per tutti gli uomini, o buon Signore Gesù! Chi può esprimere a voce degnamente, concepire nel cuore, descrivere con la mano la gloria celeste che hai promesso di dare ai tuoi poveri? Con la loro povertà volontaria, meritano di contemplare la gloria del Creatore, di entrare nella potenza del Signore, nei tabernacoli eterni e nelle dimore di luce. Meritano di divenire gli abitanti della città di cui Dio è l'architetto e il fondatore. Tu stesso, Signore, hai fatto questa promessa con la tua voce benedetta: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli" (cfr Mt 5,2). Il Regno dei Cieli non è altra cosa che tu stesso, Signore Gesù Cristo, Re dei Re, Signore dei Signori. Ti darai tu stesso a loro per essere il loro salario, la loro ricompensa e la loro gioia. Si rallegreranno di Te, saranno felici di Te, si sazieranno di Te! Amen!     

9. L’amore tutto scusa

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Salmo 139,1-14 Signore, tu mi scruti e mi conosci, [2] tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, [3] osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. [4] La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. [5] Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. [6] Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me...

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