La sapienza è stata riconosciuta giusta

Venerdì della seconda settimana

dicembre 11 , 2020

La Parola del Signore

…è ascoltata

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

…è meditata

Ai tuoi tempi, Gesù, non è che fosse proprio come oggi, eppure anche allora c’era gente che aveva da ridire su tutto, al punto da non saper più provare gioia o dolore, rinchiusa in una sorda apatia del “so tutto” che impediva ad ogni parola, ogni gesto di penetrare il cuore: “Vi abbiamo fatto sentire canzoni di gioia e non avete ballato, abbiamo cantato un triste lamento e non avete pianto”. Non è mai facile convivere con l’indifferenza, sembra che niente possa più toccare le corde più profonde del cuore. Le emozioni viaggiano su una corrente piatta in un mediocre via vai di felicità effimere, di sentimenti e dolori improvvisi lasciati poi subito alle spalle. Sembra proprio questo, oggi, il triste risultato dell’eccesso di informazioni e stimoli a cui si è sottoposti ogni giorno. Un continuo usa e getta di cose accadute, di fatti vissuti, di cose da sapere, che impedisce di fermare i ricordi, di vivere fino in fondo le esperienze. La vita sembra svolgersi come in un film che scorre accelerato di immagine in immagine, foto o video che sia, a cui dare un continuo like o dislike, accompagnato da faccine tonde a sostegno di una progressiva incapacità di esprimere giudizi ponderati, critici, verificati, così come di dare parole autentiche alle emozioni. Devo rallentare questo flusso, riportarlo al ritmo naturale dello scorrere placido di un fiume, fermarmi a sentire fino in fondo al cuore. Non devo aver paura di soffrire o gioire troppo perché è questo il ritmo della vita, come l’onda del mare che continua ritorna alla riva. È solo in questi abissi scavati nella mia umanità, nella mia carne, che posso comprendere la tua Parola, commuovermi ancora per la sua bellezza e verità e ascoltare realmente chi mi è accanto.

…è pregata

Vieni ancora Signore, non lasciarmi in questa indifferenza che ci omologa con la sua ombra. Portami via con te, nel mondo che tu vuoi ricreare, dove camminare piano e guardare il paesaggio e la gente che mi circonda, fermarmi con il mio prossimo senza fretta, fare poco e bene, andare fino in fondo e non accontentarmi delle illusioni delle prime impressioni. Fammi sentire, fammela avvertire sulla pelle, la tua presenza, il dolore nascosto di chi incontro e gioire e gioire ancora per le piccole cose, perché in fondo è questo il segreto della vita.

…mi impegna

Oggi provo ad andare piano, a fare con calma ogni cosa, ad assaporare quello che mi trovo a vivere, a fermarmi accanto a qualcuno, a mettere un freno al vorticare delle notizie, per cercare con fede la presenza dell’amore e del bene nel mondo e quella di Dio.

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