La sola cosa necessaria

Santa Chiara (1193-1252), monaca francescana - Seconda lettera ad Agnese di Praga, 3-14

agosto 21 , 2017
Rendo grazie all’Autore della grazia, dal quale, come crediamo, viene ogni bene sommo ed ogni dono perfetto, perché ti ha adornata di così tante virtù e ti ha colmata di così alte perfezioni che sei divenuta diligente imitatrice del Padre, in cui è ogni perfezione, al punto che i suoi occhi non trovano in te nessun segno di imperfezione. E questa è la perfezione, per la quale il Re stesso ti unirà a sé, lui che siede glorioso su un trono di stelle: la perfezione è consistita per te stimare cosa vile la grandezza di un regno terreno, sdegnare l’offerta di un matrimonio imperiale, praticare la santissima povertà e, in spirito di profonda umiltà e di ardentissima carità, seguire le orme di Colui del quale hai meritato d’essere sposa. Ma ti so ricca d’ogni virtù, e perciò rinuncio ad un lungo discorso e non voglio aggravarti di troppe parole, anche se tu non troveresti nulla di superfluo in quelle parole che potrebbero arrecarti qualche consolazione. E giacché una sola è la cosa necessaria (cfr Lc 10,42), di essa soltanto ti scongiuro e ti avviso per amore di Colui, al quale ti sei offerta come vittima santa e gradita: ricordati della tua vocazione e, come un’altra Rachele, tieni sempre davanti agli occhi i principi di base che ti fanno agire: i risultati raggiunti, conservali; ciò che fai, fallo bene; non indietreggiare mai; affrettati anzi, con corsa veloce e passo leggero, con piede sicuro, senza neppure sollevare la polvere che sporcherebbe i tuoi piedi, confidente e lieta. Avanza con precauzione tuttavia nella via della beatitudine: non credere, e non lasciarti sedurre da nessuno che tentasse sviarti dalla tua vocazione, metterti degli ostacoli su questa via, per impedirti d'essere fedele all’Altissimo in quella perfezione alla quale ti invitò lo Spirito del Signore.     

Da 160 anni il dipinto di San Martino ricorda alla Comunità il suo Patrono

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Nell’anno 1859, don Secondo Salsi, all’epoca sacerdote di Traversetolo, per maggior decoro dell’altare maggiore della Chiesa parrocchiale, rivolgeva una supplica alla duchessa Luisa Maria di Borbone per ottenere una nuova immagine del Patrono, San Martino, che sostituisse la vetusta e logora tela secentesca. La richiesta venne accolta e trasmessa alla Reale Accademie d’Arte i cui professori scelsero il pittore Vincenzo Bertolotti per...

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