La sollecitudine del Buon Pastore

San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa - L'Albero di vita

maggio 04 , 2020
Il buon Pastore, (...) nella parabola del pastore e della centesima pecora perduta, ricercata con tanta cura, finalmente ritrovata e riportata con gioia sulle spalle, mostra in una tenera immagine quali sono le cure della sua sollecitudine e quale il suo affetto per le pecore smarrite: le sue parole lo dicono esplicitamente: "Il Buon Pastore dà la vita per le pecore" (Gv 10,11), cosa che è veramente il compimento della profezia: "Come un pastore egli fa pascolare il gregge" (Is 40,11). Per questo scopo, sopportando fatiche, problemi e fame, le insidie dei farisei e pericoli di ogni tipo, ha annunciato il regno di Dio, ha percorso città e villaggi, ha passato notti vegliando in preghiera e, senza fermarsi davanti ai mormorii o allo scandalo dei farisei, si è mostrato affabile coi pubblicani: in questo modo ha affermato che "era venuto per i malati" (Mt 9,12), ed ha testimoniato a chi si pente un affetto paterno, mostrando loro il grande e aperto seno della misericordia divina. Ricordiamo i testimoni di queste cose e citiamo davanti a tutti: Matteo, Zaccheo, la peccatrice prostrata ai suoi piedi e la donna sorpresa in adulterio. Come Matteo, diventa il perfetto discepolo di questo pastore tanto buono; come Zaccheo, dagli ospitalità; come la peccatrice, ungi di profumo e bagna di lacrime i suoi piedi, asciugali coi tuoi capelli e accarezzali coi tuoi baci, per poter sentire l'assoluzione, con la donna presentata per essere giudicata: "Nessuno ti ha condannata? Neppure io ti condanno. Va e non peccare più" (Gv 8,10-11).     

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