L'amore vi attiri alla sua sequela

San Gregorio Magno (ca 540-604), papa, dottore della Chiesa - Omelie sui vangeli, n° 29

giugno 02 , 2019
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio» (Mc 16,19). Tornava verso il luogo da dove era venuto, tornava da un luogo dove continuava a dimorare. Infatti nel momento in cui saliva al cielo con la sua umanità, univa con la sua divinità il cielo e la terra. Dobbiamo notare nella solennità di oggi, fratelli amatissimi, che è stato sospeso il decreto che ci condannava e il giudizio che ci destinava alla corruzione. Infatti la natura umana alla quale erano state rivolte queste parole: «Polvere tu sei e in polvere tornerai» (Gen 3,19), è salita in cielo oggi con Cristo. Per questo, fratelli amatissimi, dobbiamo seguirlo con tutto cuore, là dove sappiamo dalla fede che egli è salito con il suo corpo. Sfuggiamo i desideri della terra: nessun legaccio di quaggiù ci ostacoli, noi che abbiamo un Padre in cielo. Pensiamo anche al fatto che colui che è salito in cielo pieno di mitezza tornerà con esigenza... Questo, fratelli miei, deve guidare il vostro agire; pensate a questo continuamente. Anche se siete sballottati nei turbini degli affari di questo mondo, gettate fin d'ora l'àncora della speranza nella patria eterna (Eb 6,19). La vostra anima non ricerchi dunque nulla se non la vera luce. Abbiamo appena udito che il Signore è salito in cielo; pensiamo seriamente a ciò che crediamo. Nonostante la debolezza della natura umana che ci trattiene ancora quaggiù, l'amore ci attiri alla sua sequela, poiché siamo sicuri che colui che ci ha ispirato tale desiderio, Gesù Cristo, non deluderà la nostra speranza.    

1 - La terra, serbatoio di bellezza

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La terra è un nido per i semi che aspettano di germogliare. Un rifugio per gli animali che in essa si scavano una tana. Dalla terra viene il cibo che mangiamo. Dovunque ci troviamo possiamo chinarci e raccoglierla in un pugno: perché la terra è la stessa, generosa e potente, per tutti gli uomini del mondo. San Francesco nel “Cantico delle Creature” scrive così: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre...

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