Le esigenze di Cristo e la gioia del cuore

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa - Discorso ai giovani dei Paesi Bassi, 14 maggio 1985

giugno 16 , 2017
Cari giovani , mi avete fatto sapere che voi considerate spesso la Chiesa come un’istituzione che non fa che promulgare regolamenti e leggi... E la conclusione a cui giungete è che esiste un profondo iato tra la gioia che promana dalla parola di Cristo e il senso di oppressione che suscita in voi la rigidità della Chiesa... Il Vangelo, in verità, ci presenta un Cristo molto esigente, che invita alla radicale conversione del cuore, al distacco dai beni della terra, al perdono delle offese, all’amore per i nemici, alla sopportazione paziente dei soprusi, e perfino al sacrificio della propria vita per amore del prossimo. In particolare, per quanto concerne la sfera sessuale, è nota la ferma posizione da lui presa in difesa dell’indissolubilità del matrimonio e la condanna pronunciata anche nei confronti del semplice adulterio del cuore. E come non restare impressionati di fronte al precetto di “cavarsi l’occhio” o di “tagliarsi la mano” nel caso che tali membra siano occasione di “scandalo” ? ... Il permissivismo non rende gli uomini felici. Ugualmente la società dei consumi non porta la gioia del cuore. L’essere umano realizza se stesso solo nella misura in cui sa accettare le esigenze che gli provengono dalla sua dignità di essere creato a “immagine e somiglianza di Dio” (Gen 1, 27). Pertanto, se oggi la Chiesa dice delle cose che non piacciono, è perché essa sente l’obbligo di farlo. Essa lo fa per dovere di lealtà.... Non è dunque vero che il messaggio evangelico sia un messaggio di gioia? Anzi, è verissimo! E come è possibile? La risposta sta in una parola sola, una parola breve, ma dal contenuto vasto come il mare. Questa parola è: amore. Il rigore del precetto e la gioia del cuore possono conciliarsi perfettamente fra loro, se la persona che agisce è mossa dall’amore. Chi ama non teme il sacrificio; anzi cerca nel sacrificio la prova più convincente dell’autenticità del suo amore.     

Come si può amare un paese?

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Ci possono essere tante risposte: ci si è nati, vissuti, si è trovato lavoro, offre opportunità, dà tranquillità, si respira aria buona … insomma tante potrebbero essere le motivazioni per cui dire “io a Traversetolo ci sto bene”. Ma tutto questo non vuol dire amarlo. L’amore per un paese non ha motivazioni precise, si ama semplicemente perché si amano la vita, le persone, le case, le strade, il suono delle campane, la...

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