L'inizio della conversione di san Francesco

Leggenda dei tre compagni di S. Francesco d'Assisi (ca 1244) - § 7-8

febbraio 28 , 2022
Tornato che fu dunque ad Assisi, dopo alcuni giorni, i suoi amici elessero Francesco una sera loro signore, perché organizzasse il trattenimento a suo piacere. Egli fece allestire, come tante altre volte, una cena sontuosa. Terminato il banchetto, uscirono da casa. Gli amici gli camminavano innanzi; lui, tenendo in mano una specie di scettro, veniva per ultimo, ma invece di cantare, era assorto nelle sue riflessioni. D'improvviso, il Signore lo visitò, e n'ebbe il cuore riboccante di tanta dolcezza, che non poteva muoversi né parlare... Gli amici, voltandosi e scorgendolo rimasto così lontano, lo raggiunsero e restarono trasecolati nel vederlo mutato quasi in un altro uomo. Lo interrogarono: «A cosa stavi pensando, che non ci hai seguiti? Almanaccavi forse di prender moglie?». Rispose con slancio: «E' vero. Stavo sognando di prendermi in sposa la ragazza più nobile, ricca e bella che mai abbiate visto». I compagni si misero a ridere... E da quel momento cercava di mettere Gesù Cristo al centro del suo cuore e la perla evangelica, che intendeva acquistare a prezzo di ogni suo avere (Mt 13,46). Nascondendosi allo sguardo di chi si beffava di lui, spesso e quasi ogni giorno s'immergeva segretamente nell'orazione. Vi si sentiva attirato dall'irrompere di quella misteriosa dolcezza che, penetrandogli sovente nell'anima, lo sospingeva alla preghiera perfino quando stava in piazza o in altri luoghi pubblici. Aveva sempre beneficato i bisognosi, ma da quel momento si propose fermamente di non rifiutare mai l'elemosina al povero che la chiedesse per amore di Dio, e anzi di fare donazioni spontanee e generose. A ogni misero che gli domandasse la carità, quando Francesco era fuori casa, provvedeva con denaro; se ne era sprovvisto, gli regalava il cappello o la cintura, pur di non rimandarlo a mani vuote. O essendo privo di questi, si ritirava in disparte, si toglieva la camicia e la faceva avere di nascosto all'indigente, pregandolo di prenderla per amore di Dio.     

San Martino in Traversetolo

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La chiesa parrocchiale di Traversetolo, dedicata a san Martino vescovo di Tour, è edificata nella parte alta del centro abitato, su di un terrapieno sostenuto per tre lati da un muro di contenimento. Scarse sono le notizie riguardanti l’originario tempio che una testimonianza conservata nell’archivio parrocchiale farebbe risalire all’VIII secolo . La località Traversitulo compare nella documentazione medievale...

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