"Lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano"

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Discorso 306, passim

febbraio 06 , 2017
Tutti vogliono essere felici; non c'è nessuno che non lo voglia, e lo vuole talmente che lo desidera al di sopra di tutto. Ancor più: tutto ciò che vuole di più, lo vuole per tale scopo. Gli uomini hanno diverse passioni, chi l'una chi l'altra; ci sono vari modi per guadagnarsi la vita nel mondo: ognuno sceglie la sua professione e la esercita. Ma, qualsiasi sia l'impegno che si prende, tutti agiscono in questa vita per essere felici... Qual'è dunque la vita capace di render felici che tutti desiderano ma che non tutti hanno? Cerchiamola... Se chiedo a qualcuno: "Vuoi vivere?", nessuno avrà la tentazione di rispondermi: "Non voglio"... Lo stesso se chiedo: "Vuoi vivere in buona salute?", nessuno risponderà: "Non lo voglio". La salute è un bene prezioso agli occhi del ricco, mentre per il povero è spesso l'unico bene che possiede... Tutti sono d'accordo per amare la vita e la salute. Ora, quando l'uomo gode della vita e della salute, può accontentarsi?... Un giovane ricco ha chiesto al Signore: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?" (Mc 10,17). Temeva di morire e doveva morire... Sapeva che una vita di dolori e tormenti non è vita, che si deve piuttosto dargli il nome di morte... Solo la vita esterna può essere beata. Salute e vita quaggiù non l'assicurano, avete troppo paura di perderle: chiamate questo modo di fare "temere sempre" e non "vivere sempre"... Se la nostra vita non è eterna, se non soddisfa eternamente i nostri desideri, non può essere felice, non è più neppure vita... Quando saremo entrati nell'altra vita, saremo certi di restarvi per sempre. Avremo la certezza di possedere eternamente la vera vita, senza alcun timore, poiché saremo in quel Regno di cui è detto: "Il suo regno non avrà fine" (Lc 1,33).    

Oggi viviamo in un mondo violento, ma com’era secoli fa?

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Facciamo un salto nel tempo e spostiamoci a Castione Baratti. È il 25 giugno del 1564, domenica, siamo precisamente nella località di Orio, presso la Maestà detta “del rio” o “la Maestà di Gregorio”; sono circa le sei del pomeriggio ed è in atto una festa: è il giorno del matrimonio della figlia di Gregorio di Orio. C’è una gran folla e tutti hanno voglia di ballare e divertirsi. Giungono a cavallo due signorotti...

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