L'umiltà del Figlio di Dio

San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa - Della vita perfetta, II §1,3,4 (Opere spirituali di San Bonaventura, Santità S. Francesco d'Assisi)

dicembre 13 , 2017
Chi considera i propri difetti con gli occhi del cuore deve "umiliarsi in verità sotto la potente mano di Dio". Ancora, vi esorto, voi che siete serva di Dio, quando conoscerete con certezza i vostri difetti, umiliate profondamente l'anima vostra e abbiate disprezzo di voi stessa. Poiché "l'umilà è una virtù, dice S. Bernardo, per mezzo della quale l'uomo si ritiene meschino, grazie ad un'esatta conoscenza di sé". Con questa umiltà, nostro Padre, il beato Francesco, divenne meschino ai propri occhi. L'amò e la ricercò dall'inizio della sua vita religiosa fino alla fine. Per essa lasciò il mondo, si fece portare nudo nelle vie della città, servì i lebbrosi, confessò i suoi peccati nelle prediche e chiese di coprirlo d'improperi. Ma é soprattutto dal Figlio di Dio che dovete apprendere questa virtù. Lo dice lui stesso: "imparate da me che sono mite e umile di cuore", poiché, secondo il beato Gregorio, "chi raccoglie virtù senza umiltà, getta polvere contro il vento". Come l'orgoglio è il principio di ogni peccato, così in effetti l'umiltà è il fondamento di tutte le virtù.     

La Chiesa – Sposa di Cristo...

Close

Un'importanza fondamentale hanno le parole della Lettera agli Efesini: «E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga (...) Per questo, l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna, e i due formeranno...

Continua...





Avvisi e Comunicazioni

San Lorenzo
10 agosto, mercoledì, ore 21.00 Leggi