Maria di Magdala, inviata ad annunciare la risurrezione

San Romano il Melode (?-ca 560), compositore d'inni greco - Inno 40; SC 128, 397

luglio 22 , 2017
Colui che prova mente e cuore (Sal 7,10), sapendo che Maria avrebbe riconosciuto la sua voce, chiama la sua pecora, da vero pastore (Gv 10,4) dicendo “Maria!”. E lei, subito: “Si, mi sta chiamando proprio il mio buon pastore, per farmi stare ormai con le novantanove pecore (Lc 15,4). Vedo dietro di lui legioni di santi, schiere di giusti... So bene chi è colui che mi chiama; l’avevo detto, è il mio Signore, è colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione”. Spinta dal fervore dell’amore, la donna volle afferrare colui che riempie tutto il creato... Ma il Creatore... la elevò verso il mondo divino dicendo: “Non mi trattenere, mi considereresti forse solo come un mortale? Sono Dio, non mi trattenere... Alza gli occhi e guarda il mondo celeste; proprio là devi cercarmi. Io salgo al Padre mio, che non ho lasciato. Sono sempre stato con lui, ho condiviso il suo trono, ricevo gli stessi onori, io che offro agli uomini decaduti la risurrezione. La tua lingua ormai proclami queste cose e le spieghi ai figli del Regno che aspettano che mi risvegli, io il Vivente. Affrettati, Maria, raduna i miei discepoli. In te ho una tromba dalla voce potente; suona un canto di pace agli orecchi impauriti dei miei amici nascosti, svegliali tutti come da un sonno, affinché mi vengano incontro. Va a dire: ‘Lo sposo si è svegliato, uscendo dalla tomba. Apostoli, scacciate la tristezza mortale, perché si è alzato colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione’.” Maria esclamò: “Subito il mio lutto si è cambiato in tripudio, tutto è divenuto per me gioia ed esultanza. Non esito a dire che ho ricevuto la stessa gloria di Mosè (Es 33,18). Ho visto, sì, ho visto, non sul monte, bensì nel sepolcro, velato non dalla nube, bensì da un corpo, il Maestro degli esseri incorporei e delle nubi, il loro Maestro ieri, ora e per sempre. Mi ha detto: “Maria affrettati. Come una colomba che porta il ramo d'ulivo, va' ad annunciare la buona novella ai discendenti di Noè (Gen 8,11). Dì loro che la morte è stata annientata e che è risorto, colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione”.    

San Michele Arcangelo in Sivizzano

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Le notizie attorno alla chiesa di Sivizzano sono scarsissime, tuttavia la sua dedicazione a San Michele, santo sovente ricordato nelle prime consacrazioni longobarde, indurrebbe a supporre un’epoca di origine molto antica. Della sua presenza però si viene a conoscenza solamente attraverso le decime del 1230. Nel Capitulum Decimarum, all’interno del pievato di san Martino di Traversetolo, si trascrive Capelle de Sivizzano. Stranamente, nel...

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