"Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore"

Sant’Amedeo di Losanna (1108-1159), monaco cistercense, poi vescovo - Omelie, 4; SC 72, 129

gennaio 01 , 2018
Prendendo in braccio, per la prima volta, il suo bambino, l’Emmanuele, Maria ha potuto discernere in lui una luce incomparabilmente più bella del sole, ha sentito un fuoco che nessuna acqua avrebbe potuto spegnere. Ha ricevuto, velato con questo piccolo corpo appena nato da lei, la luce splendente che illumina ogni cosa, e ha meritato di portare in braccio il Verbo di Dio che porta tutto quanto esiste (Eb 1,3). Come poteva non essere pervasa dalla conoscenza di Dio, come le acque ricoprono il mare (Is 11,9) e, rapita fuori di sé, portata in alto, in una mirabile contemplazione? Come, essendo vergine, non doveva stupirsi di vedersi divenuta madre e, nella gioia, di divenuta Madre di Dio? Ha capito che in lei si erano compiute le promesse fatte ai patriarchi, e gli oracoli dei profeti, i desideri dei suoi padri antichi che aspettavano proprio lei con tutto cuore. Vede che le è donato il Figlio di Dio; si rallegra al verdersi affidare la salvezza del mondo. Sente il Signore Dio dirle nel profondo del cuore: "Ti ho scelta fra tutto quello che ho creato. Ti ho benedetta fra tutte le donne (Lc 1,42); ti ho affidato mio Figlio nelle mani; ti ho affidato il mio Unigenito. Non temere di allattare ed educare colui che hai dato alla luce. Sappi che non è soltanto il tuo Dio, ma anche tuo figlio. È mio Figlio, e tuo figlio; mio Figlio secondo la divinità, tuo figlio secondo l’umanità che ha assunta in te". Con quanto affetto, quanto zelo, quanta umiltà, quanto rispetto, quanto amore e quanta dedizione Maria ha risposto a tale chiamata. Gli uomini non possono saperlo; ma lo sa Dio, che prova mente e cuore (Sal 7,10)… Beata colei alla quale è stato dato di educare colui che protegge e mantiene tutto, di portare colui che porta l’universo.    

San Nicolò in Cazzola

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Le origini medioevali della chiesa di Cazzola sono ancora visibili nella struttura architettonica della parte absidale esterna, a conci regolari e con archetti ciechi a decoro della fascia terminale. Le prime testimonianze inerenti la presenza di un edificio sacro risalgono al 1230. La chiesa è infatti  ricordata tra le cappelle del pievato di Traversetolo nel Capitulum Decimarum Omnium Ecclesiarum del 1230. Ancora nelle decime del 1299 viene...

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