"Neanch'io ti condanno"

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Discorso 13, §§ 2,4,5,6

marzo 22 , 2021
Dice un salmo: "Istruitevi, giudici della terra" (Sal 2,10). Coloro che giudicano la terra sono i re, i governanti, i principi, i giudici propriamente detti. (...) Si istruiscano, poiché si tratta della terra che giudica la terra, ma ella deve temere colui che sta in cielo. Essi giudicano i loro simili: un uomo giudica un altro uomo, un mortale un altro mortale, un peccatore, un altro peccatore. Se nostro Signore faceva risuonare fra i giudici questa sentenza divina: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei", tutti quelli che giudicano la terra non saranno forse stati presi da timore? Ai farisei che per tentarlo gli avevano condotto una donna sorpresa in adulterio (...) Gesù ha detto: "Voi volete lapidare questa donna come la Legge prescrive. Bene, chi di voi è senza peccato le scagli la prima pietra". Mentre quelli discutono, lui scriveva a terra, per "istruire la terra"; ma quando ha dato loro quella risposta, ha levato gli occhi al cielo, "Egli guarda la terra e la fa sussultare" (Sal 104,32). I farisei, confusi e tremanti, se ne vanno uno dopo l'altro. (...) La peccatrice resta sola col Salvatore; il malato col medico, la grande miseria con la grande misericordia. Guardandola, Gesù le dice: "Nessuno ti ha condannata? - Nessuno, Signore" (...) Ma lei resta davanti a un giudice che è senza peccato. "Nessuno ti ha condannata? - Nessuno, Signore, e se tu stesso non mi condanni, sono al sicuro". In silenzio, il Signore risponde a questa inquietudine: "Neanch'io ti condanno. (...) La voce della coscienza ha impedito ai tuoi accusatori di punirti; la misericordia mi fa venire in tuo aiuto". Meditate queste verità e "istruitevi, giudici della terra".     

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