"Nel giorno del giudizio, la mia parola si alzerà"

Simeone il Nuovo Teologo (ca 949-1022), monaco greco - Inni 42, SC 196

ottobre 11 , 2021
Di coloro che lo desiderano, io sono il Pastore e il Maestro; gli altri, invece, sono sì il loro Creatore, il loro Dio per natura, ma non sono il Re, non sono la Guida, assolutamente no, di coloro che non hanno preso la loro croce per seguirmi; è dell'Avversario, infatti, che sono i figli, gli schiavi, gli strumenti. Vedi questi misteri spaventosi, vedi la loro incoscienza, vedi e piangi su di loro, se puoi, a tutte le ore. Infatti, poiché sono chiamati dalle tenebre alla luce senza tramonto, dalla morte alla vita, dall'inferno al cielo, dal temporaneo e corruttibile alla gloria eterna, sono arrabbiati e furiosi con coloro che li istruiscono, ed escogitano ogni sorta di astuzie contro di loro; preferirebbero morire piuttosto che lasciare le tenebre e le opere delle tenebre, per seguirmi. (...) Non costringerli a fare ciò che insegni loro: ripeti loro semplicemente le mie parole ed esortali ad osservarle, come ciò che procura loro la vita eterna, e queste stesse parole si leveranno quando verrò per il Giudizio, e li giudicheranno tutti, uno per uno, secondo il loro merito, mentre tu sarai senza responsabilità, senza alcun tipo di condanna, poiché non avrai nascosto il valore delle mie parole, ma avrai profuso a tutti ciò che hai ricevuto. Questo è ciò che mi piace, questa è l'opera dei miei apostoli e dei miei discepoli, che hanno agito secondo i miei comandamenti: proclamarmi Dio nel mondo intero, insegnare la mia volontà e i miei ordini e lasciarli per iscritto agli uomini. Sforzati, quindi, anche tu di agire e insegnare come loro. (...) Sforzati di salvare te stesso e coloro che ti ascoltano, nel caso in cui tu trovi un uomo sulla terra che abbia orecchie per sentire e ascolta le tue parole!     

La nuova “Via Crucis” della Cattedrale di Bengasi

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Le quattordici stazioni della Via Crucis, opera di Pietro Carnerini, appartengono alla Parrocchia di Traversetolo per donazione del sig. Giovanni Marieni Saredo che le ha conservate nel tempo tra le memorie della propria famiglia. La mancanza di una diretta testimonianza sul quando e come Pietro Carnerini abbia realizzato la Via Crucis di Bengasi, lascia un vuoto colmato in parte e unicamente da tre diverse pubblicazioni. La prima è un articolo de L’Osservatore...

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