Non avrai altro Dio all'infuori di me
I comandamento
I comandamenti: cosa sono? Perché Dio li ha dati al suo popolo?
Per conoscere meglio il loro significato, iniziamo la rilettura dei Comandamenti attualizzandone il senso morale e sociale.
Qualche domanda …
Quando e dove sono stati scritti? Oltre 3000 anni fa, verso il 1220 a.C. sul monte Sinai che si trova sulla penisola che separa l’Africa dall’Asia e dal Mediterraneo.
Cosa vuol dire decalogo? È un termine greco, composto da deka (= dieci) e logos (= parola).
Cosa dice la Bibbia in proposito? (rielaborato da Esodo 19,1-20,2) Da tre mesi gli ebrei sono in viaggio. Hanno lasciato l’Egitto e con esso una vitaccia da schiavi. Sono diretti verso una terra nuova, libera, tutta per loro. La strada però è ancora lunga. Quando non ce la fanno più, si fermano, piantano le loro tende, e ricaricano le loro batterie. Nonostante il peso dei chilometri accumulati e la fatica si sentono tranquilli, perché sanno che Dio li segue passo dopo passo. E lui stesso lo fa capire ogni volta che chiama il loro leader, Mosè per dargli delle importanti comunicazioni. Da tre mesi gli ebrei sono in viaggio. Hanno lasciato l’Egitto e con esso una vitaccia da schiavi. Sono diretti verso una terra nuova, libera, tutta per loro. La strada però è ancora lunga. Quando non ce la fanno più, si fermano, piantano le loro tende, e ricaricano le loro batterie. Nonostante il peso dei chilometri accumulati e la fatica si sentono tranquilli, perché sanno che Dio li segue passo dopo passo. E lui stesso lo fa capire ogni volta che chiama il loro leader, Mosè per dargli delle importanti comunicazioni. Un giorno Dio chiama Mosè su un’altura per fargli questo discorso: “Vi siete resi conto di ciò che io ho fatto per voi quando eravate in Egitto, come vi ho sollevato su ali di aquila e vi ho fatto venire fino a me. Se vi fidate di me, vostro Dio e custodirete la mia Alleanza, sarete nel mio cuore e diventerete il mio popolo prediletto. Io sono Iahvè, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto”. Mosè è nato in Egitto, allevato dalla figlia del faraone, colui che guida il suo popolo fuori dalla terra di schiavitù, fino all’ingresso della terra promessa. L’Alleanza è il contratto tra Dio e Israele, confermato sul Sinai con il Decalogo. Dio si impegna a salvare il suo popolo e a guidarlo verso la Terra Promessa. Israele si impegna a rispettare il codice dell’Alleanza.
Io è la prima parola dei Comandamenti. Questo significa che essi non sono tanto una legge esterna che impone delle cose da fare, ma con un Io (Dio) che si rivolge a un tu. È l’incontro tra due libertà.
Iahvè è il nome proprio che Dio rivela a Mosè dal roveto in fiamme. Tradotto vuol dire: “Io sarò quel che sarò”. Cioè: io ti accompagnerò sempre qualunque cosa ti succeda.
I singoli Comandamenti non incominciano con la formula tu devi, ma con un futuro: non avrai … non farai … Questo significa che non vogliono impartire ordini dall’alto, ma fissare degli atteggiamenti corretti e giusti. Come a dire: “Tu non sarai così cieco e stupido da fare una cosa così sbagliata”. Io Sono Iahvè sono le tre parole poste all’inizio dei Comandamenti. Prima di dare degli ordini, Dio vuole comunicare una realtà attraente: Io Sono un Dio che libera. I singoli Comandamenti non incominciano con la formula tu devi, ma con un futuro: non avrai … non farai … Questo significa che non vogliono impartire ordini dall’alto, ma fissare degli atteggiamenti corretti e giusti. Come a dire: “Tu non sarai così cieco e stupido da fare una cosa così sbagliata”.
Io Sono Iahvè sono le tre parole poste all’inizio dei Comandamenti. Prima di dare degli ordini, Dio vuole comunicare una realtà attraente: Io Sono un Dio che libera. Se, dunque, libera dalla schiavitù, non può imporne un’altra con il peso di regole che tolgono la libertà. Infatti i Comandamenti obbligano a tenere un comportamento corretto così come i segnali stradali: indicano la strada, gli eventuali pericoli e le regole da osservare per il rispetto e l’incolumità di tutti.
La formulazione dei Comandamenti è negativa, ma il contenuto è del tutto positivo.
Sono divieti, è vero, ma vietano quegli atteggiamenti che anche se ci possono sembrare piacevoli, in realtà inquinano la vita, la nostra e quella degli altri.
Primo Comandamento
Sono il primo e resto il migliore
Nella classifica dei personaggi più gettonati, Dio non occupa certo la pole position. Davanti a lui ci sono altri dei moderni che interpretano i sogni della gente. I ragazzi fanno il tifo per i campioni dello sport e per gli attori; le ragazze stravedono per le show girl e le modelle. Gli adulti inseguono i miti dei soldi, della carriera, della bella vita. Normalmente però a conti fatti tutti questi si trovano prima o poi insoddisfatti, stressati, e perfino infelici. Viene allora da chiedersi: non sarà forse che il cuore umano è fatto per qualcosa di più grande? Non ha nostalgia di qualcuno che sia decisamente “il migliore” e “il primo in tutto”?
Gli ebrei sono appena fuggiti dall’Egitto. Tra loro c’è chi ha il coraggio di lamentarsi e di rimpiangere gli anni sprecati a lavorare sotto il faraone: “Certo, laggiù non ce la passavamo bene, ma almeno avevamo un piatto di cipolle da mettere sotto i denti. Qui tra poco mangeremo sabbia per primo, per secondo e …. Come dessert”. Le lamentele crescono anche perché il capo, Mosè, è via da tempo. Sta concludendo l’accordo con Dio sul monte Sinai. Il suo braccio destro, Aronne, è un debole che si lascia dominare dagli impazienti che gli fanno una richiesta assurda: “Dacci un Dio che cammini davanti a noi, perché a quest’ora Mosè sarà morto”.
Detto e fatto. Non ci vuole tanto a fabbricare un dio su misura, manipolabile come si vuole. Basta prendere un bel pentolone e gettarvi dentro chili di collane e braccialetti d’oro. Lo si porta a temperatura di fusione e lo si fonde in uno stampo con la sagoma di un vitello (immaginate il tapiro di Striscia …). Appena l’idolo viene innalzato tutti si scatenano in balletti e atteggiamenti sguaiati. In un istante viene cancellato il cammino di fedeltà avviato da Mosè.
La scena non sfugge a Dio che avverte Mosè: “Che razza di gente mi sono scelto! Hanno perso la testa e si sono allontanati dalla via che io gli avevo indicato! Fanno festa a una statua.
Sono davvero impazziti …”. Mosè capisce immediatamente, scende di corsa dal monte con l’idea di dare una bella lavata di capo agli ebrei. Giunge davanti alla statua e le si avventa contro riducendola in briciole. Tutti rimangono allibiti, ma afferrano la lezione: d’ora in poi dovranno cancellare per sempre gli idoli e ritornare con tutto il cuore all’unico Dio. non c’è altra strada per respirare il profumo della vera libertà.
Cosa vuol dire il Primo Comandamento: Non avrai altri dei di fronte a me?
1). Gli idoli (soldi, potere, sesso, moda, ecc.) a cui tanti sembrano dare importanza, rispetto a Dio contano nulla.
2). Dio non può essere messo tra parentesi, come uno tra i tanti: merita sempre un’attenzione speciale.
3). stare attenti a costruirsi un’immagine sbagliata di Dio, diversa da quella descritta da Gesù.
Sei il primo in assoluto
Non è il caso che te lo ricordi. Sarà meglio che incominci da oggi Signore, ma tu sai quanto sono a fare il tifo per te. Tu vali più di tutto l’oro che finisce nelle tasche. Innamorato del calcio. Non mi perdo una partita e conosco a memoria la vita del mio campione. Da grande anch’io vorrei essere come lui. Sono sicuro che anche tu sei un campione. Proprio come lui: un vero sportivo, bello, grande, famoso, visto che non ti offendi, che firmi autografi. E non mi cacci fuori squadra ogni volta che mi dimentico di te. Ho soltanto una paura: che anche il mio campione prima o poi, sparisca dalla scena e non sia più nessuno, e io rimango solo, senza il mio idolo preferito. Non sarà facile darti la precedenza e mettere da parte i piccoli idoli che mi porto dentro. Con te potrò farcela perché sei il migliore. Sei il mio campione! Ho deciso, perciò, di metterti al centro del mio cuore.

