Non si allontanava mai, servendo Dio

Mercoledì nell'ottava del Natale

dicembre 30 , 2020

La Parola del Signore

…è ascoltata

[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

…è meditata

Dopo le parole misteriose di Simeone ecco sopraggiungere Anna, un’anziana profetessa. Di lei non conserviamo le parole precise, ma sappiamo molto più. Ha una storia difficile alle spalle: da giovane rimane vedova, sceglie di restare sola e povera, si dedica al servizio di Dio e vive in preghiera, il suo animo si affina ed impara a cogliere il destino degli uomini e della storia. Per questo sa che è vicina la venuta del Messia. Quando entra all’improvviso nel luogo dove sono Simeone, con te tra le braccia, e accanto i tuoi genitori, capisce tutto e allora la gioia prorompe dal suo cuore. Anna è la donna della gioia e della speranza. Non a caso la sua tribù ha come capostipite uno dei figli di Giacobbe: Aser, nome che vuol dire “felice”. Anna è dunque la donna della gioia che contrappone, al tuo destino di dolore, la felicità e la promessa che saresti stato sì perduto, ma poi “ritrovato”. Tiro un sospiro di sollievo, non devo mai togliere dal mio sguardo l’orizzonte della speranza, devo sempre tenere presente che non mi verrà tolta la gioia della vittoria finale del bene sul male e sulla morte. Devo credere che l’annuncio del Vangelo è sempre annuncio di gioia, anche se passa attraverso il dolore e la notte.

…è pregata

Non farmi mai perdere la speranza Madre mia, anche se dovrò attraversare le solitarie valli dell’oscurità, non farmi scoraggiare dal male e dalla tristezza, tieni viva in me la certezza che non sarà delusa la promessa di gioia, la promessa di bene che tuo Figlio mi ha fatto un giorno.

…mi impegna

Considero le cose che mi rattristano e quelle che mi danno speranza e gioia, mi concentro su queste ultime e provo a darvi maggiore valore, decido che il mio compito deve essere sempre quello di cercare con fede almeno un motivo per trovare e dare coraggio e speranza.

 

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