“Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”

San Francesco d'Assisi (1182-1226), fondatore dei Frati minori - Lettera ad un superiore dell'ordine francescano

luglio 02 , 2021
Ecco da cosa riconoscerò che ami il Signore, e che mi ami, me, suo servo e tuo: se qualunque fratello al mondo, dopo aver peccato quanto è possibile peccare, può incontrare il tuo sguardo, chiederti perdono, e andarsene perdonato. Se non ti chiede perdono, chiediglielo tu, se vuol essere perdonato. E anche se dopo pecca ancora mille volte contro di te, amalo più di quanto ami me, e ciò per ricondurlo al Signore. Abbi sempre pietà di questi disgraziati... Se un fratello, istigato da un nemico, commette un grave peccato, sarà obbligato per obbedienza a ricorrere al suo responsabile. I fratelli a conoscenza del suo errore non gli faranno né affronto né rimprovero; al contrario gli testimonieranno molta bontà e con cura nasconderanno il peccato del loro fratello, poiché “non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mt 9,12). ... E il suo superiore agirà nei suoi confronti con la bontà che desidererebbe se fosse lui stesso in una simile situazione. Se un fratello cade in un peccato veniale, si confesserà da uno dei suoi fratelli sacerdoti. Se non c'è un sacerdote, si confesserà da suo fratello, in attesa di trovare un sacerdote per assolverlo canonicamente. I fratelli non potranno aggiungere altra penitenza che questa: “Va', e non peccare più!” (Gv 8,11)     

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