"Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini"

Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897), carmelitana, dottore della Chiesa - Manoscritto autobiografico A § 134-135-136

settembre 06 , 2018
In quella notte di luce [di Natale, a quattordici anni] cominciò il terzo periodo della mia vita, più bello degli altri, più colmo di grazie del Cielo... Come i suoi apostoli avrei potuto dirgli: "Signore, ho pescato tutta la notte senza prender nulla". Più misericordioso ancora per me che non per i suoi discepoli, Gesù prese egli stesso la rete, la gettò e la tirò su piena di pesci. Fece di me un pescatore di uomini, io sentii un desiderio grande di lavorare alla conversione dei peccatori, un desiderio che mai avevo provato così vivamente... Un grido di Gesù sulla Croce mi echeggiava continuamente nel cuore: "Ho sete" (Gv 19,28). Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo... Volli dare da bere al mio Beneamato e mi sentii io stessa divorata dalla sete delle anime... Per stimolare il mio zelo, Dio mi mostrò che i miei desideri gli piacevano. Intesi parlare d'un grande criminale, che era stato condannato a morte per dei delitti orribili, tutto faceva prevedere che sarebbe morto nel peccato. Volli a qualunque costo impedirgli di cadere nell'inferno... Sentivo in fondo al cuore la certezza che i desideri nostri sarebbero stati appagati; ma, per darmi coraggio e continuare a pregare per i peccatori, dissi al buon Dio che ero sicura del suo perdono per lo sciagurato Pranzini. Che avrei creduto ciò anche se quegli non si fosse confessato e non avesse dato segno di pentimento, tanta fiducia avevo nella misericordia infinita di Gesù, ma che gli chiedevo solamente "un segno" di pentimento per mia semplice consolazione. La mia preghiera fu esaudita alla lettera!... Ah, dopo quella grazia unica, il mio desiderio di salvare anime crebbe giorno per giorno; mi pareva di udire Gesù che mi dicesse, come alla Samaritana: "Dammi da bere" (Gv 4,7). Era un vero scambio di amore; alle anime davo il Sangue di Gesù, a Gesù offrivo quelle anime stesse rinfrescate dalla rugiada divina. Mi pareva così di dissetarlo, e più gli davo da bere più la sete della mia povera anima cresceva, ed era quella sete ardente che egli mi dava come la bevanda più deliziosa del suo amore.    

San Nicolò in Cazzola

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Le origini medioevali della chiesa di Cazzola sono ancora visibili nella struttura architettonica della parte absidale esterna, a conci regolari e con archetti ciechi a decoro della fascia terminale. Le prime testimonianze inerenti la presenza di un edificio sacro risalgono al 1230. La chiesa è infatti  ricordata tra le cappelle del pievato di Traversetolo nel Capitulum Decimarum Omnium Ecclesiarum del 1230. Ancora nelle decime del 1299 viene...

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