"Non temete"

Sant'Ignazio di Loyola (1491-1556), fondatore dei Gesuiti - Lettera del 17/11/1555

ottobre 20 , 2017
Mi sembra che lei dovrebbe risolversi a fare con calma ciò che può. Non sia preoccupata del resto, ma abbandoni alla divina Provvidenza ciò che non può adempiere da sola. Sono gradite a Dio la nostra cura e la nostra sollecitudine quando sono ragionevoli per condurre a buon fine gli affari di cui dobbiamo occuparci per dovere. Non piacciono a Dio l’ansia e l’inquietudine dello spirito: Il Signore vuole che i nostri limiti e le nostre debolezze si appoggino sulla sua forza e sulla sua onnipotenza, vuole che speriamo che la sua bontà supplirà all’imperfezione dei nostri mezzi. Coloro che si incaricano di affari numerosi, pur con un’intenzione retta, devono risolversi a fare semplicemente ciò che è in loro potere... Se si devono lasciare da parte alcune cose, occorre armarsi di pazienza, e non pensare che Dio attenda da noi ciò che non possiamo fare. Egli non vuole che l’uomo si affligga per i suoi limiti...; non è necessario stancarsi esageratamente. Anzi, quando ci siamo sforzati di agire del nostro meglio, possiamo abbandonare tutto il resto a Colui che ha il potere di compiere tutto quello che vuole. Voglia la divina bontà comunicarci sempre la luce della sapienza, affinché possiamo vedere chiaramente e adempiere fermamente quello che comanda, in noi e negli altri..., affinché accogliamo dalla sua mano ciò che ci manda, tenendo sempre presente ciò che è più importante: la pazienza, l’umiltà, l’obbedienza e la carità.    

15. I figli

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Salmo 127 [1] Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori. Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella. [2] Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare, voi che mangiate un pane di fatica: al suo prediletto egli lo darà nel sonno. [3] Ecco, eredità del Signore sono i figli, è sua ricompensa il frutto del grembo. [4]...

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