Offriamo al Signore le nostre testimonianze d'amore

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301), monaca bendettina - L'Araldo, Libro IV, SC 255

aprile 02 , 2020
Appena si leggeva nel vangelo: "Ora sappiamo che hai un demonio" (Gv 8,52), Gertrude, commossa fin nelle viscere dell'ingiuria fatta al suo Signore e non potendo sopportare che l'amato della sua anima fosse così immeritatamente oltraggiato, gli diceva queste parole di tenerezza col sentimento più profondo del suo cuore: "(...)Gesù amatissimo! Tu, mia suprema ed unica salvezza!" E il suo amante, che nella sua bontà voleva ricompensarla, come d'abitudine, in modo sovrabbondante, le prese il mento con la sua mano benedetta e si chinò verso di lei con tenerezza lasciando cadere nell'orecchio dell'anima con un sussurro infinitamente soave queste parole: "Io, tuo Creatore, tuo Redentore e tuo amante, attraverso le angoscie della morte, ti ho ricercata al prezzo di ogni mia beatitudine". (...) Sforziamoci dunque, con tutto l'ardore del cuore e dell'anima, di offrire al Signore testimonianze d'amore tutte le volte che sentiamo che gli viene fatta un'ingiuria. E se non possiamo farlo con lo stesso fervore, offriamogli almeno la volontà e il desiderio di questo fervore, il desiderio e l'amore di ogni creatura per Dio, ed abbiamo fiducia nella sua generosa bontà: non disprezzerà la modesta offerta dei suoi poveri, ma piuttosto, secondo le ricchezze della sua misericordia e della sua tenerezza, l'accetterà ricompensandola ben al di là dei nostri meriti.    

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