Pastore al seguito dll'unico Pastore

San Giovanni Climaco (ca 575-ca 650), monaco nel Monte Sinai - La Scala santa

giugno 02 , 2017
Il vero pastore è colui che, con la sua sola bontà, il suo zelo e la sua preghiera, è capace di cercare e rimettere nel giusto cammino le buone pecore che si sono perdute. Il capitano è colui che ha ottenuto, con la grazia di Dio e le sue buone opere, una forza spirituale che lo rende capace di sottrarre la nave non solo alle onde scatenate, ma all'abisso stesso. Il medico è colui che ha acquistato la salute del corpo e dell'anima e non ha bisogno di alcuna medicina. Un buon capitano salva la sua nave; e un buon pastore dà vita e risana le pecore malate. Quando le pecore sono al pascolo, il pastore non smette di servirsi del flauto della parola, soprattutto quando il gregge va a dormire. Poiché il lupo non teme nient'altro che il flauto del pastore. Quanto le pecore seguono fedelmente il pastore e avanzano, altrettanto quest'ultimo risponderà per esse al padrone di casa. E' la carità che fa distinguere il vero pastore, poiché per la carità il sommo pastore ha voluto essere crocifisso.    

Oggi viviamo in un mondo violento, ma com’era secoli fa?

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Facciamo un salto nel tempo e spostiamoci a Castione Baratti. È il 25 giugno del 1564, domenica, siamo precisamente nella località di Orio, presso la Maestà detta “del rio” o “la Maestà di Gregorio”; sono circa le sei del pomeriggio ed è in atto una festa: è il giorno del matrimonio della figlia di Gregorio di Orio. C’è una gran folla e tutti hanno voglia di ballare e divertirsi. Giungono a cavallo due signorotti...

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